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giovedì 13 Maggio 2021

Paolino D’Anna: “Venezia ha bisogno di aiuto ma non perchè muore perchè vive”

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Paolino D'Anna: "Venezia ha bisogno di aiuto ma non perchè muore perchè vive"

No, no e ancora no! Questa volta siamo noi a dirlo. Non va bene caro Presidente dell’Associazione Europa Nostra. Venezia non è in pericolo, e, non lo è sicuramente per quei luoghi comuni che anche Lei purtroppo cita.

I locali, alcuni locali: la coalizione minoritaria uscita battuta dalle ultime elezioni amministrative (finalmente) costituita da un coacervo indistinto snobbistico-reazionario fatto di salottieri, funzionari del Comune di Venezia e di istituzioni internazionali ospitate a gratis a Venezia in bei palazzi storici e i “rivoluzionari” no global le avranno fornito una chiave di lettura errata, quel tipo di analisi che a nostro avviso è responsabile proprio del degrado socio economico della città.

L’ambiente a Venezia nel senso stretto del termine sta più che bene! Venezia, non ha bisogno ne di essere inserita in liste di proscrizione ne di strumenti vetusti ed inefficaci quali quelli derivanti dalla ideologia quella si, solo un’idea politica sorpassata rappresentata dal Parco della Laguna, l’idea di un conservatorismo ottocentesco che in questo territorio metropolitano non può rappresentare nulla se non ingessare le decisioni, lo sviluppo, le attività. Venezia ha bisogno di semplificazioni tra organi e procedure.

Venezia ha bisogno di aiuto se l’Istituto della Banca Europea degli Investimenti nell’ambito del suo programma Arte & Cultura ed altri Istituti finanziari internazionali, come si legge nel comunicato ANSA di ieri, vogliono finanziare progetti di sviluppo e rafforzamento delle infrastrutture culturali e ambientali, trovano qui una porta aperta ed interlocutori sensibili e pronti, l’agenzia per lo sviluppo appena costituita dal Comune è operativa proprio per accogliere e facilitare queste operazioni virtuose. Venezia quindi ha certamente bisogno di una campagna internazionale a livello quantomeno europeo affinché se ne riconosca la sua specialità, la sua unicità!

Occorre piuttosto con procedura di urgenza chiedere ed ottenere, tutti assieme anche grazie alla mobilitazione di Europa Nostra, perchè no?!, dal Parlamento Italiano e da quello Europeo strumenti normativi per gestire in loco le risorse che Venezia produce, per pianificare anche con un nuovo patto con le Università Veneziane e con le Istituzioni Internazionali che la città ospita a spese dei contribuenti un percorso di sviluppo in chiave metropolitana capace di difendere la nostra produzione culturale: La Biennale deve aprirsi ancor di più alla città che è, essa stessa elemento che fornisce visibilità e credibilità alle attività di tale istituzione e, non deve essere il contrario. Questo assioma vale in generale anche per tutte le altre istituzioni culturali veneziane.

Occorre difendere la qualità delle nostre produzioni artigianali, la qualità del nostro turismo consapevole e sostenibile, efficacemente ridistribuito sull’intero territorio con un lavori e strumenti di marketing territoriale e promozione/valorizzazione, le attività economiche vecchie e nuove nell’area industriale di Porto Maerghera. Dobbiamo favorire piuttosto l’insediamento e l’acquisizione di altre funzioni e competenze affinchè ciò possa garantire nuovi flussi di residenti.

Occorre piuttosto che gridare alla morte di Venezia urlare con tutto il fiato in gola alla vita di Venezia e questa significa anche come il nostro Sindaco Brugnaro sta realizzando divenire nuova protagonista internazionale dalla dorsale culturale Venezia, Bologna, Firenze, Chiusi, Drogaleto, Roma.. a una nuova politica diplomatica per la pace nel bacino Mediterraneo e Mar nero, porta tra occidente ed oriente, porta di partenza ed arrivo della nuova dorsale della via della seta. Queste sono le nostre priorità e non la lotta al turismo, e alla produzione. Occorre riprendere attenzione alla centralità del cittadino veneziano e alla sua qualità di vita.

Paolino D’Anna
Consigliere Comune di Venezia

17/03/2016

Data prima pubblicazione della notizia:

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