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Orsoni all’università: sconsigliabili prove di forza

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Orsoni all'università: sconsigliabili prove di forza

“Orsoni non dovrebbe insegnare”, era il messaggio della lettera.
La lettera – che nelle intenzioni avrebbe dovuto restare privata – era stata inviata da un gruppo di studenti che dovrebbe frequentare il corso dell’ex sindaco: “Tra gli obiettivi del corso c’è quello di apprendere la conoscenza della materia utile per operare nella pubblica amministrazione – avevano scritto, tra le altre cose, i ragazzi – riteniamo che le note vicende che hanno coinvolto il professor Orsoni stridano con gli ambiti lavorativi a cui sono indirizzate le nozioni che dovrebbe impartirci”.

“Gli studenti universitari non conoscono la Costituzione” hanno risposto 12 professionisti, tra cui docenti, avvocati, notai e commercialisti veneziani. “Giorgio Orsoni non è condannato ma sottoposto ad indagini e chiedere oggi una sanzione è fuori dalla Costituzione”. I giovani si affidino all’università che penserà: “ad accompagnarli nel percorso formativo, al rispetto delle libertà e dei diritti fondamentali”.

Ma la risposta, profondamente radicata sul principio del diritto, non sposta la questione. Il problema non è di tipo normativo, bensì di buon gusto e di quanto possa essere opportuno il ritorno di Orsoni all’insegnamento, soprattutto di quelle materie.

Finchè non c’è una sentenza passata in giudicato non si può essere “sanzionati” è il principio, ma: “Non ha senso questa obiezione – dice Ilaria Gervasoni dell’Udu – non ha senso perché sposta l’ottica e i ragazzi stavano parlando d’altro. Non c’è un impedimento a livello normativo, nessuno l’ha mai detto. Ma i ragazzi hanno posto sul tavolo la questione chiedendosi e chiedendo alla loro università se ci fosse invece un impedimento morale”.

“Il professore è docente di ruolo dell’ateneo e come è nei suoi diritti, è rientrato in servizio dopo un periodo di aspettativa pari al mandato elettorale svolto al Comune di Venezia. Ora è tenuto a rispettare i compiti didattici e di servizio agli studenti previsti dalla legge e non può essere negato l’esercizio di attività didattica che è un atto dovuto, fatte salve le possibili decisioni legate all’evoluzione del procedimento giudiziario in corso” dichiara l’università.

Nelle aule universitarie veneziane gli studenti ora propongono di rendere il corso dell’ex sindaco facoltativo, per permettere ad ognuno di decidere in autonomia se parteciparvi o meno. Si auspica una soluzione diplomatica, in quanto un inasprimento del confronto attraverso imposizione non farebbe bene, a livello di immagine, a nessuna delle parti, compresa quella del gruppo di sostenitori di Orsoni. Non sarebbe gratificante ne’ edificante esercitare il diritto di trovarsi ad insegnare in un’aula vuota.

Laura Beggiora

30/11/2014

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