Omicidio Patrizio Piatti, la Procura sequestra una fortuna

ultimo aggiornamento: 01/10/2015 ore 05:22

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Omicidio Patrizio Piatti, la Procura sequestra una fortuna

Sacchi pieni d’argento, decine di rolex, gioielli, contanti a casa sua.
Patrizio Piatti, 65 anni, orologiaio, venne ucciso da una mano sconosciuta il 9 giugno nel garage della sua villetta di Monteu Roero, fra il verde delle colline Cuneesi.
Il tribunale di Torino, adesso, ha ordinato il sequestro di tutto: agli oggetti preziosi si sommano 296 mila euro in contanti.
“Beni di valore sproporzionato – recita il provvedimento – rispetto alla capacità reddituale del nucleo familiare”.

Patrizio Piatti stava salendo sulla sua 500 per andare al lavoro, a Torino, e all’improvviso si trovò di fronte due malviventi: dopo una colluttazione, un colpo di pistola alla tempia lo fulminò.
Sulle prime si pensò a un tentativo di rapina finito nel sangue. I carabinieri, però, si misero subito a setacciare altre possibilità, scoprendo, per esempio, che Piatti aveva intrecciato stretti rapporti con un ricettatore torinese molto conosciuto dalle forze dell’ordine e già arrestato nel 2013 nel quadro di un’operazione chiamata “Oro fuso”.


Questo bastava per far pensare che l’artigiano fosse bene inserito nei meccanismi del riciclaggio di oggetti rubati. Quanto basta, oggi, per dare corpo a ipotesi alternative alla rapina: quella di un regolamento di conti o magari di una vera e propria esecuzione.

Il tesoro di Piatti è stato raccolto nel corso di alcune perquisizioni eseguite dai carabinieri della compagnia di Bra, che svolgono le indagini insieme ai colleghi del nucleo operativo di Cuneo, nella sua villetta e nel suo laboratorio.

Molti dei rolex, secondo gli esperti che li hanno esaminati, sono quasi certamente di provenienza illecita.
Il procuratore aggiunto Alberto Perduca, da Torino, ha chiesto l’emissione di un decreto di sequestro e la sezione misure di prevenzione del tribunale subalpino, presieduta da Pietro Capello, ha dato il via libera ritenendo che Piatti, quando era in vita, fosse un soggetto “socialmente pericoloso”.
La caccia ai killer, coordinata dal pm Francesca Dentis, della procura di Asti, intanto continua.


Redazione

30/09/2015

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