Omicidio Palagonia, Mamadou fermato grazie a fiuto del caporale Moena Mazzara

ultimo aggiornamento: 02/09/2015 ore 07:28

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C’erano almeno altre due-tre persone con Mamadou Kamara l’altra notte, che l’hanno sicuramente aiutato a compiere il duplice delitto, perché la scena che abbiamo visto era apocalittica, in quella casa c’era uno sconquasso, è stato un massacro senza precedenti…»
Non ha dubbi il procuratore capo di Caltagirone, Giuseppe Verzera.
Vincenzo Solano e Mercedes Ibanez, i due anziani coniugi assassinati nella villetta di via Palermo 211 a Palagonìa, con la signora lanciata nuda dalla finestra, sarebbero stati quindi uccisi da una “banda”, tra cui Mamadou.

Le indagini si stanno stringendo attorno a tutti gli immigrati del Cara di Mineo dopo il fermo di Mamadou Kamara, 18enne ivoriano sbarcato a giugno a Lampedusa (foto), ritenuto responsabile dei delitti.
Dal suo fermo si è partiti per la soluzione del caso, grazie all’intuito di una donna che ha notato proprio Mamadou Kamara che indossava vestiti troppo larghi per lui.


Domenica mattina verso le 7, l’ivoriano stava passando il cancello d’ingresso del Cara di Mineo per rientrare, ma quei pantaloni e quella maglietta stavano troppo larghi per lui e le ciabatte ai piedi che indossava che non c’entravano niente. Erano infatti vestiti di Vincenzo Solano, appena ucciso nella villetta di Palagonia.
La nota stonata non è sfuggita al caporale dell’esercito Moena Mazzara, 27 anni, di Napoli, in pattuglia all’ingresso del centro d’accoglienza, che si è insospettita anche per il borsone pieno.

Il caporale Moena Mazzara ha attivato gli agenti di polizia che hanno svolto i controlli ed hanno scoperto la refurtiva, quindi il delitto.
Ha spiegato il caporale: «Nostro compito, nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, è quello di vigilare all’esterno del Cara di Mineo con delle pattuglie lungo la recinzione e ai due varchi di ingresso. Qui, in collaborazione con la polizia, sottoponiamo a controlli gli ospiti che entrano ed escono liberamente».
Un compito eseguito con diligenza e attenzione.

Intanto il fatto delittuoso sta scatenando le polemiche.
Rosita, figlia maggiore di Mercedes e Vincenzo, davanti alle telecamere ha esplicitamente accusato le istituzioni, in generale, e chi permette agli extracomunitari di “Venire qui, impossessarsi del territorio e fare quello che vogliono” in particolare.
«Ora Renzi venga qui e mi spieghi — ha detto Rosita —. Mi dia delle risposte, delle sue scuse non so che farmene, se i miei genitori sono morti è anche colpa dello Stato, perché il governo italiano non fa altro che accogliere, accogliere, ma questi vengono qui per rubare, per ammazzare, vengono a maltrattare le persone che li ospitano e sputano sul piatto che gli viene dato. Ma il governo, i ministri, chi lo sa, prendono soldi in cambio di questa gente, che poi rimane qua, ma a fare cosa? La mia nipotina, la figlia di mia sorella Manuela, è viva per caso: l’altra sera sarebbe dovuta andare a dormire a casa dei nonni. Se fosse stata con loro avrebbero ucciso anche lei… Si devono prendere la responsabilità di quello che succede».


Matteo Salvini si è subito accodato allo sfogo: «Signora Solano, non è colpa anche dello Stato — scrive il leader della Lega — è colpa solo dello Stato! Renzi, Alfano e Boldrini, siete pericolosi…».
Ottenendo replica immediata: «Quello pericoloso è Salvini e gli italiani lo sanno — replica Giorgio Tonini, vicepresidente del gruppo del Pd al Senato —. Lui non perde occasione per fomentare violenza e odio razziale e per speculare sull’immigrazione ai fini del proprio tornaconto politico».

Mario Nascimbeni

01/09/2015

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