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martedì 13 Aprile 2021
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Omaggio a Venezia ferita. Di Andreina Corso

Omaggio a Venezia ferita. Di Andreina Corso

Omaggio a Venezia ferita

A te, mia città, dedico questi versi, terzine endecasillabe a rima alternata, unica metrica possibile, per consolare il tuo dolore in quest’inferno dantesco che l’uomo ha inventato per te, cieco davanti alla tua bellezza, sordo al tuo lamento muto.
La poesia entra nella tua ferita e diventa cura per l’acqua, la laguna, i cuori di chi ti ama e ti tiene stretta al cuore.

Venezia ferita
Piange quell’onda spezzata nel mare
mani di carta proteggon le rive
alghe pregano parole amare.

Quel sangue rappreso nelle gengive
il volto stravolto mostra dolore
il pesce sul fondale resiste e vive.

Sono occhi pregnanti di rancore
quelli di un cielo che a noi reclama
versi d’acqua salata di amore.

Andreina Corso

Data prima pubblicazione della notizia:

11 persone hanno commentato

  1. Carissima Andreina, sei figlia e madre della Tua Venezia; lo si coglie da questi tuoi versi per la Città più affascinante, più amata e conosciuta di questa nostra piccola Terra. Penso spesso che la Poesia e tutte le altre arti dandosi la mano, salveranno il Mondo, e la nostra Venezia… perché Venezia è di Tutti. Sono certo che sarai ascoltata, seguita nel tuo onesto impegno, e anche coloro che governano oggi, e chi governerà in futuro, dovranno tener conto delle lodevoli preoccupazioni dei Veneziani e degli innamorati di Venezia. E lo siamo Tutti. Andreina, siamo con Te.

  2. Tu non ti arrendi mai, vero Andreina? Anche da ragazza eri così, pero mi piaci sempre, anche quando insegui i mulini al vento.

  3. Vorrei tanto che Venezia fosse difesa da chi può salvarla e difenderla. Supplico chi può di intervenire e di aiutarla.

  4. Da tanti anni manco da Venezia e ho sempre una grande nostalgia per lei e per l’insegnante che mi ha aiutato a capire la vita. Grazie, Andreina, non ti ringrazierò mai abbastanza. So che soffri per la tua città, la poesia lo dice. Abbi cura di te.

  5. lo struggimento il dolore quel certo fatalismo e la moderna cafoneria Venezia sta sparendo e noi balliamo ebbri e colpevoli. Tutto scivola via ma non il tuo sottile velo di accorata tensione. Mi manchi.

  6. Povera città, sì è bella la poesia, ma Venezia ha bisogno di cittadini responsabili e attivi, meglio ancora se amano la poesia. Grazie

  7. Romantica, coinvolgente, pittoresca. Ed anche un po’malinconica, quel tanto che serve a conferirle maggiore fascino. Gli aggettivi per definire Venezia non bastano mai, e qualunque descrizione, anche la più esaustiva, non sarebbe in grado, attraverso le parole, di renderle piena giustizia. Perché Venezia va visitata, va “sentita” in prima persona, e contemplata nella sua infinita bellezza, una bellezza quasi “lontana dal tempo”.
    Grazie Andreina per averci fatto sognare attraverso queste tue bellissime parole. ancora piu’ sentite in questi giorni particolari, dove quel recente “scossone” dovuto agli ultimi accadimenti ha turbato non poco gli animi di tutti, di voi veneziani in particolare. Animi che pero’ rimarranno sempre immutati dal profondo amore per la citta’ .

    Venezia, le voglie di una città che non vuole affondare..♥

  8. Mamma mia, quanta forza ha la poesia, ma non so se la politica ne terrà conto. Bisognerebbe capire. Spero che Venezia sia curata e apprezzata da tutti quelli che conoscno il suo valore.

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