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Oliviero Toscani parte seconda.
Il fotografo pubblicitario non molla e non chiede scusa.
Oliviero Toscani ai microfoni della Zanzara su Radio 24 rincara la dose dopo aver dato degli “ubriaconi” ai veneti: “Non devo chiedere scusa, non ho detto niente di male. Ci sono anche ricerche e statistiche. Il Veneto era una regione poverissima e l’unica ricchezza era la medicina, il vino e la grappa che si dava anche ai bambini per curarli. Un alcolismo atavico”.

“Chiedo scusa per loro – dice Toscani ironicamente – per quelli che non hanno capito la satira”.
Il governatore Zaia pretende le scuse, insistono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo: “Zaia non ha niente da fare (‘no ga gnente da far, benedetto’, dice Toscani in dialetto, ndr) se si cura di una stupidata così. Ci rida sopra. E poi alzi la mano un veneto che non ha mai dato del terrone a un italiano del sud. Ditemi un veneto che non ha mai insultato un nero o un immigrato. Vi ricordate di Gentilini?”.

“Non penso di aver offeso nessuno – spiega ancora il fotografo a Radio 24 – ho detto una cosa banale e scontata, un po’ di senso di humor, dai. Una volta era un popolo che rideva, adesso hanno la coda di paglia. Forse si sono offesi perché quello che ho detto è un po’ vero. Ho letto anche che dovrei sciacquarmi la bocca, sì ma col prosecco”.

Ma lei ha lavorato tanto tempo con aziende venete, sputa nel piatto dove ha mangiato?: “Che storia questa. Ho lavorato e se non fossi stato bravo non mi avrebbero pagato. Li ho fatto diventare famosi, anche per prodotti in cui i veneti non sono forti. Ho lavorato seriamente, cosa devo ringraziare?”.

(foto: “Oliviero Toscani” di Eirik Solheim – originally posted to Flickr as Oliviero Toscani. Con licenza CC BY-SA 2.0 tramite Wikimedia Commons – http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Oliviero_Toscani.jpg#mediaviewer/File:Oliviero_Toscani.jpg)

Riproduzione Riservata.

 

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