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Per chi – come me e molti penso dei lettori di questa pagina – l’inizio della passione per i giochi risale ai tardi anni ’90, alcuni nomi di case editrici e di autori restano ancorati nella memoria per le serata passate a giocare fidandosi solo del marchio in copertina. Per i veneziani – e non potrebbe essere diversamente – i nomi da ricordare inevitabilmente coincidono e si uniscono tutti in un solo nome: Studiogiochi, azienda che divenne punto di riferimento soprattutto grazie alla scelta variegata di titoli e alla presenza del maestro Alex Randolph, che da solo fece scuola a molti.

Fa piacere vedere come ancora oggi Studiogiochi mantenga questa fama di riferimento, e in occasione delle principali fiere del settore continui a proporre (e ri-proporre, che fa ancora più piacere…) prodotti gradevoli e dall’alta giocabilità.

Leo Colovini, nome di punta da anni del mondo del gioco italiano e non solo, è quella che potremmo definire in effetti la “creazione” meglio riuscita di Alex Randolph (insieme firmano il fondamentale Inkhognito), e sembra non avere perso la sua verve creativa che, al contrario, ha abbandonato almeno in parte la passione per i german games e ora si diletta in produzioni che possono accontentare (e di molto) tutte le fasce di età e tipologia.

Facecards, che esce a marchio Ravensburger in gran parte dell’Europa dopo una lunghissima facecards giocogestazione per “ottimizzare” al meglio le varie immagini presenti, è una variante a tema associativo dei classici giochi di “aguzza la vista”.
Il regolamento, snello e adatto veramente a tutti per semplicità e assoluta mancanza di testo ad accompagnare le figure, si spiega in pochi secondi: tra le strane immagini presenti sul tavolo, vincerà il giocatore più creativo, che riuscirà a formare delle coppie trovando analogie fra personaggi, animali e altre cose, e indovinando in contemporanea quali sono gli abbinamenti degli avversari. Il tutto non sarà mia banale o facile, perché sono ben 160 le carte presenti tra oggetti, animali, tipi umani e professioni…e se apparirà logico l’abbinamento tra Einstein che fa la boccaccia e una scimmia che a sua volta la fa, Leo Colovini (ritratto come professione “autore di giochi”, evviva la modestia…) potrà essere abbinato a Einstein per la genialità (evviva la modestia 2…) o se preferite forse alla scimmia per la pelosità (questa Leo me la perdona, spero…).
Gioco veloce e divertente, con una rigiocabilità molto alta e che si presta – copyright di immagini permettendo – a una serie di espansioni anche tematiche praticamente infinita.

plagio gioco giochiunitiNuova edizione, invece, altrettanto piacevole e attesa per Plagio, uno dei prodotti più amati della vecchia Studiogiochi/Venice Connection, che torna in una versione “deluxe” dalle dimensioni aumentate e con un completo restyling della confezione e del contenuto. In Plagio i giocatori devono completare segretamente su un foglio le frasi riportate sulle carte e tratte da opere letterarie, cercando dunque di “plagiare” l’autore e rendere credibile la propria versione.
Ad ogni turno il conduttore pesca una carta, la legge segretamente, sceglie una delle tre citazioni e legge lentamente l’autore, il titolo, la prima parte della frase e avvia la clessidra. Gli altri giocatori, nel tempo della clessidra, dovranno completare la frase, spacciandosi per l’autore stesso. Il conduttore raccoglierà tutti i foglietti e leggerà tutte le frasi compresa la frase autentica. Terminata la lettura, i giocatori votano quale, secondo loro, è la frase autentica e il conduttore segnerà sul segnapunti i risultati della votazione. Guadagna un punto chi indovina e anche l’autore di una frase votata da un altro. Non servono grandi conoscenze letterarie, non è indispensabile sapere di chi si tratta o conoscere il libro, quanto avere una grande fantasia e – aggiungo io da esperienze precedenti – una buona calligrafia, perché chi legge deve dare la stessa enfasi a tutte le frasi (o almeno provarci, le risate scapperanno sempre…) e incantarsi su una parola non capita porta a chiari dubbi.
In questo caso, se la rigiocabilità è garantita dall’alto numero delle citazioni, ovviamente il gioco viene meglio con un gruppo di amanti della lettura, che potranno sbizzarrirsi anche a inventare citazioni improbabili ma divertenti, anche legate alle stesse persone che partecipano al gioco (così, tanto per ridere).

Facecards di Leo Colovini, editore Ravensburger. Gioco di carte per 3-7 giocatori dai 10 ai 99 anni. Durata 15 minuti, difficoltà bassa, del tutto indipendente dalla lingua. Prezzo euro 14,90

Plagio di Antonio Lupica, Giochi Uniti editore. Party game letterario per 4+ giocatori dai 12 anni in su. Durata 20 minuti, difficolktà media, dipendenza dalla lingua italiana totale. Prezzo 26,90

GIOCHI-AMO, GIOCHI DA TAVOLO E DI RUOLO

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