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Nuove licenze taxi e il No della Provincia di Venezia

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Consiglio provinciale di Venezia ha approvato il bilancio di previsione

In merito agli articoli pubblicati in questi giorni sulla stampa locale, sulla questione delle licenze taxi deliberate dal Consiglio comunale con modifica del regolamento comunale, e alla delibera del Consiglio provinciale che non ha approvato tali modifiche, è intervenuta la presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto con alcune precisazioni.

Alla fine del 2009 il Comune di Venezia aveva trasmesso le deliberazioni di Consiglio n. 121 e 137 con le quali modificava il regolamento comunale in attuazione alla legge regionale 63/1993, modifiche che introducevano, tra l’altro, 25 nuove licenze di taxi acquatici.

La Provincia aveva inizialmente approvato le modifiche al regolamento comunale, in base al “protocollo d’intesa tra il Comune di Venezia, la Provincia di Venezia e i rappresentanti del trasporto acqueo di persone in servizio pubblico non di linea”, finalizzato alla lotta al moto ondoso e alla conferma del principio del numero chiuso delle imbarcazioni circolanti in laguna. In seguito il Consiglio di Stato, con sentenza n. 6190/2013, aveva tuttavia annullato sia la delibera comunale sia quella provinciale, ritenendo che non fosse stata effettuata la valutazione delle “essenziali esigenze di tutela ambientale”, e in particolare delle esigenze riguardanti la tutela degli effetti del moto ondoso; e inoltre che nessuna delle motivazioni inserite nella deliberazione comunale avesse considerato l’impatto che l’innegabile incremento del moto ondoso, conseguenza dei 25 nuovi taxi acquatici, avrebbe determinato per Venezia.

Nonostante la decisione del Consiglio di Stato, il Comune di Venezia ha comunque adottato la delibera n. 26 approvata dal consiglio comunale il 14 aprile 2014, con la quale ha dato esecuzione alla sentenza, integrando le motivazioni relative all’aumento del contingente, e confermando la modifica dell’articolo 10 del regolamento comunale. Ma non ha considerato che per effetto del giudizio del Consiglio di Stato tutti gli atti impugnati e quelli conseguenti sono di fatto decaduti.

La Provincia ha dunque ritenuto che non vi fossero le condizioni per approvare le modifiche dell’art. 10 del regolamento comunale, con il relativo aumento del numero dei taxi, e che le motivazioni integrative suggerite dal Comune su richiesta del Consiglio di Stato non erano tali da superarne le censure, e ha rilevato come il Comune abbia adottato misure di mitigazione del moto ondoso insufficienti. Infine, che l’aumento del traffico acqueo generato dalle nuove 25 licenze taxi previste dalla regolamentazione confermata non può essere ritenuto trascurabile.

La Presidente Zaccariotto ha dichiarato: «Ma quale guerra fra Enti! Non mi sembra corretto ridurre la questione ad una scaramuccia fra amministrazioni. Più semplicemente, c’è stata una sentenza del Consiglio di Stato che va rispettata, e inoltre si tratta dell’applicazione di una funzione che delega alla Provincia approvare o meno il regolamento comunale, che in questo caso specifico, con la modifica introdotta, comporta ricadute importanti sull’ambiente, sul traffico acqueo e sul moto ondoso».

Redazione

11/11/2014

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