Nuova legge Regionale: inquilini Ater e case comunali costretti a fare ISEE sotto Natale

Cgil: si spostino i tempi per la presentazione della certificazione e a Venezia, finalmente si applichino le normative che aiutano i redditi più bassi! Così non va bene.

ultimo aggiornamento: 09/12/2017 ore 20:17

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Macroregione del Nordest, unione compresa e condivisa?

E’ arrivata una letterina a molte e molti abitanti degli alloggi sociali del nostro territorio, da parte dei Comuni e dell’Ater, ben lontana dai soliti auguri per le festività imminenti.

Una legge regionale, recepita in tutta fretta dalle varie Amministrazioni Pubbliche del territorio, prescrive che gli inquilini delle cosiddette “case popolari” debbano presentare la certificazione patrimoniale ISEE al fine di determinare il corretto canone di locazione, ovvero di stabilire il diritto stesso di occupare quegli alloggi pubblici, che sono di diritto destinati ai soggetti più deboli presenti nel territorio, quelli piegati dalla crisi, donne e uomini immersi nelle mille fragilità di questi anni durissimi e non ai finti poveri, insomma i soliti furbetti.


Fino a qui tutto bene, anzi! Sono anni che proprio noi chiediamo con forza, che venga fatta chiarezza, soprattutto in nome del principio di giustizia sociale che è alla base dell’ intero sistema democratico del nostro Paese e quindi che prioritariamente quegli alloggi siano destinati soprattutto a chi ne ha bisogno e che il canone di locazione sia proporzionato al reddito effettivo dei locatari.

Peccato che il termine ultimo per la presentazione della certificazione necessaria sia il 19 dicembre e che le lettere agli interessati siano state recapitate solo in questi giorni.

Si parla di 40.000 inquilini in Veneto, forse 10.000 solo nella nostra Città Metropolitana.


Non deve sfuggire poi, che la compilazione della certificazione in questione, non viene svolta dalle Amministrazioni che la richiedono, ma viene elaborata dai vari Caaf, soprattutto quelli dei sindacati confederali del territorio, che si sono trovati, senza preavviso e senza alcuna condivisione, a rispondere all’ennesimo aggravio di attività.

E così assistiamo turbati, sbigottiti, allo stessa scena già proposta negli ultimi anni dall’ Amministrazione Centrale del Paese e da quelle Territoriali. Si delega al Sindacato e alle strutture presenti nel territorio buona parte del rapporto con i cittadini ma contemporaneamente si depotenzia, si impoverisce e si estromette dalla discussione preliminare il sindacato stesso e si riducono enormemente le risorse per svolgere tali attività.

E quindi anche in questi giorni incontriamo utenti arrabbiati, spaventati, disorientati, da comunicazioni perentorie su contenuti e termini talvolta incomprensibili, spesso anziani, spesso non padronissimi dei cavilli di una legislazione complessa e difficile che non aiuta, non semplifica, ma aumenta tensioni e insicurezze, che ne incrementano la già grande fragilità ; code ai nostri sportelli gestite solo con la buona volontà di operatori ed operatrici che si mettono a disposizione per risolvere problemi gestibilissimi se affrontati per tempo e con la dovuta chiarezza.

Aumenta la distanza e diminuisce la buona e necessaria percezione sulle operazioni della Pubblica Amministrazione e aumenta conseguentemente la rabbia, l’impotenza e l’incertezza di migliaia di cittadine e cittadini.

Serve tempo per fare le cose fatte bene e noi vogliamo farle bene, perchè crediamo fermamente che i cittadini non siano tutti uguali e che i più deboli vadano difesi adeguatamente.

Valga come esempio il caso della detrazione per gli affitti, che nel Comune di Venezia non viene riconosciuta perché ancora si discute sull’ applicazione della legge, mentre nel resto del territorio Veneto viene regolarmente applicata.

Qui, dopo tre anni, ancora non se ne vede il riconoscimento. In questo caso il tempo trascorre senza positiva applicazione!

Assisteremo quindi per l’ennesima volta a code oceaniche, a persone costrette a stare in piedi per ore magari al freddo, alla rabbia di chi già di per se è debole e ha bisogno invece di aiuto e non di ulteriore frustrazione.

Si spostino i tempi per la presentazione della certificazione e a Venezia, finalmente si applichino le normative che aiutano i redditi più bassi! Così non va bene.

A tutti diciamo che la responsabilità è di chi, semplicemente non vuole assumersi responsabilità.

E alla fine, i furbetti, vinceranno anche questa volta.

ENRICO PIRON,
segretario generale Cgil Venezia

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5 persone hanno commentato questa notizia

  1. Scusate dimenticavo:
    La signora Patrizia dice:
    Dover pagare un affitto conteggiato sul lordo e vivere col netto e da questo netto ESSERE COSTRETTI A RISPARMIARE e vedersi i risparmi nuovamente conteggiati lo RITENGO UN FURTO LEGALIZZATO.
    Grazie lei ha ragione e aggiungo che noi, non avendo possibilità per degli eventi successi, bisogni di famiglia e restauri, ci siamo fatti dei debiti, significa che oltre a doverli restituire ci vengono conteggiati e sicuramente parteciperanno all’innalzamento dell’affitto.
    Queste leggi cosa spingono a fare?
    Grazie

  2. Sono atti intimidatori contro persone (lavoratori dipendenti e pensionali) che da una vita elargiscono allo stato e affini tasse sopra tasse.
    Dicono di voler migliorare e di rendere l’accesso più facile, a chi ha bisogno, alle case popolari imponendo un isee o ise a 20.000 euro ma vorrei che mi spiegassero come pensano che, in una famiglia di 3-4 persone (con 2 figli da mantenere) potremo fare a farci un mutuo, magari a tarda età, quando il 90% delle nostre entrate viene speso per il cibo e le bollette e magari ci alzano pure l’affitto.
    Qui a Venezia, nella mia zona, non vi ho mai visto per “manutenzione”, è rara la vostra presenza anche se chiamati.
    Vendeteci queste case che paghiamo da una vita a 200 euro al mese senza “manutenzione” così risparmiate.
    Chi fa leggi dovrebbe aver vissuto in quele condizioni che va a modificare, invece ragionate col fondo delle vostre tasche.
    Continueranno a farvela sotto i baffi, come dice la signora Patrizia, chi lavorà in nero prenderà 4/5 volte il nostro stipendio quando va male e pagherà 40 di affitto euro ridendo alle vostre e nostre spalle ma per voi i problemi non ci saranno perchè i soldini non vi mancano, vorrà dire che verremo a vivere a casa vostra.
    Per ultimo vi faccio due conti, facciamo finta che siete bambini, no?
    affitto 177+luce 100+gas 100+ bollette varie veritas 100+ eventuali debiti (e si siamo ricchi compriamoci i mobili o sistemiamo l’appartamento che l’ATER dice che fa manutenzione) + 4 persone cibo, varie eventuali scuola, salute, secondo debito moglie, facciamo tutto uno stipendio di 1200? avanzano quanche centinaio di euro da una pensione di 1000 dove vanno? Magari un dente? la pulizia o l’apparecchio? scarpe e vestiti cinesi? ostia non avanza mai niente, meno male che abbiamo un appartamento dell’ ATER.
    Ma vergognatevi che d’inverno adesso a dicembre inoltrato abbiamo ancora il gas spento per risparmiare e speriamo nella sorte che non capiti mai nulla di grave.
    Mi trattengo e penso con dolcezza a quello che diceva mia madre di voi incoscienti in giacca e cravatta.

  3. Visto che siamo in tema, l`Ater di Venezia è commissariata da un bel po’, segno che le cose bene non vanno. Se n’è scritto tanto sulla gestione Ater. Di questi tempi, vediamo ridurre i servizi al cittadino da parte delle istituzioni, ma per il patrimonio immobiliare pubblico non si capisce come mai considerato che gli alloggi pubblici vengono assegnati dai Comuni ci sia l’interesse di tenere aperti due enti per la.gestione degli stessi e le disparità e diversità che.ne consegue. Solo sperpero di denaro pubblico a danno dei contribuenti, concludendo le ATER non sono solo inutili portano danno e fanno girare interessi privati

  4. Gent.mo ENRICO PIRON,
    non amante dei social da poco mi sono iscritta in Facebook. Prima che la nuova normativa entrasse in corso ho scritto un post a proposito della nuova normativa che trovo assolutamente INGIUSTA, perchè chi viene colpito è l’ONESTO che non può scappare da inganni, ossia IL LAVORATORE DIPENDENTE. L’unico che dichiara tutto, l’unico che non può scappare alla legalità e l’unico che non può inventarsi sotterfugi a meno che non lavori in nero. L’affitto pubblico viene conteggiato sul LORDO della retribuzione da cui si detraggono le RITENUTE PREVIDENZIALI E LE RITENUTE IRPEF. Da questo stipendio con sacrifici vi è il piccolo risparmiatore che forte di avere poco “per il non si sa mai, risparmia” specialmente per le spese mediche, ticket (vedi che la Regione del Veneto ha tolto lo screening mammografico alle donne sotto i 50 anni, e si tace) vedi per la pensione che rimarrà forse miraggio, insomma per sani obiettivi. Con questa nuova riforma, chi ha meno dovrà pagare anche sui sacrifici dei sacrifici che stà facendo per vivere una vita al limite della sopravvivenza. Ora io disoccupata per volontà del COMUNE DI VENEZIA che a 60 anni mi ha lasciato senza sussistenza e senza pensione il 19.12.2016 assieme ad altri miei 75 ex colleghi, dopo una vita di precariato vissuta con dignità poi calpestata, mi trovo a dover rendere ancora allo stato il misero stipendio e come ben sa, i precari hanno uno stipendio inferiore ai dipendenti di ruolo. Quelli che già NON vivono il presente pensando ad un futuro e, per NON pesare ai propri figli, verranno defraudati anche del poco e PAGHERANNO LA COLPA DI ESSERE ONESTI. Mentre tutte le altre categorie, dagli artigiani ai liberi professionisti, ai commercianti ambulanti e non, ai quali ogni volta devi “RICHIEDERE” lo scontrino anche del caffè, saranno come sempre succede in ITALIA omaggiati della mancata osservanza alle leggi. QUESTA ITALIA è un’ISTIGAZIONE A DELINQUERE. QUELLO CHE PIU’ MI RAMMARICA è, a parte il mio post FACEBOOK che ho cancellato per amarezza, NESSUNA FORZA POLITICA DI E’ LEVATA A FAVORE DI UNA PROPOSTA DI VALUTAZIONE EQUA, PERCHE’ QUESTA NON LO E’ SICURAMENTE. Dover pagare un affitto conteggiato sul lordo e vivere col netto e da questo netto ESSERE COSTRETTI A RISPARMIARE e vedersi i risparmi nuovamente conteggiati lo RITENGO UN FURTO LEGALIZZATO. Spero che qualcuno di “buona voltontà” ne tengo atto, altrimenti Signor PIRRON, come tessera CGIL le chiedo una cortesia, FACCIA UNA PROPOSTA AFFINCHE’ AGLI ITALIANI VENGA CONSEGNATO IL PASSAPORTO “GRATIS” PER POTERCENE ANDARE VIA AL PIU’ PRESTO. “NETI E SPELAI”. Cordialmente Patrizia Pensa

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