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Quando si parla di spy thriller in grado di tenere sulle spine e di lasciare il lettore sempre al momento giusto, così da lasciarlo incollato alla pagine, si parla di autori come Rory Clements che con la sua prosa, è in grado di coinvolgere anche chi, in quel momento, dovrebbe avere la testa da tutt’altra parte.

Sono stati giorni d’influenza per me. La dottoressa mi aveva ordinato assoluto riposo, ma lasciare un libro come Nucleus, edito da La Corte Editore, lì sul comodino, proprio quando ero appena entrate nell’azione, non se ne parlava nemmeno. E quindi eccoci qui a raccontare del mio viaggio tra la febbre e il 1939, agli albori della Seconda Guerra Mondiale, dove Tom Wilde sta rientrando dall’America dove ha incontrato il presidente Roosevelt, che gli ha affidato un compito del tutto inaspettato. Il professore deve infatti sfruttare la sua amicizia con il fisico Geoff Lancing, per tenere d’occhio gli scienziati del Cavendish, il laboratorio dove menti geniali stanno lavorando alla scoperta che potrebbe cambiare le sorti del mondo intero e da cui sembrano dipendere gli esiti dell’imminente guerra: la fissione nucleare. Appena tornato a Cambridge, si ritroverà anche a dover ospitare un famoso fisico fuggito dal campo di concentramento di Dachau e scoprirà che Lydia, la persona che ama, si è recata a Berlino per una pericolosa missione: la ricerca di un ragazzino scomparso durante uno dei Kindertransport organizzati per permettere a bambini ebrei di fuggire dalla Germania in Gran Bretagna e riuscire così a salvarsi.
Quando uno dei migliori cervelli del Cavendish viene assassinato, il professor Tom Wilde viene coinvolto in un intrigo da cui non sembra esserci scampo.

Con molti personaggi, a volte, si rischia di creare una grande confusione nella mente del lettore che non riesce ad immergersi nelle vicende perché troppo preoccupato a cercare di ricollegare i protagonisti alle immagini nella mente che ci si è creati. Con Clements, invece, non c’è questo rischio, perché la sua scrittura riesce ad equilibrare bene gli elementi del racconto tenendoci sulle spine e facendoci appassionare alle forze in campo.

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In pieno stile dell’autore poi,  la trama si sviluppa attraverso una serie continua di colpi di scena che giocano con l’intuito del lettore rendendolo sempre più partecipe degli avvenimenti.

L’assoluto controllo dello spazio e del tempo permette a Clements di spostare con agilità l’azione da Washington, all’Inghilterra, fino alle coste dell’Irlanda, metto sotto lo stesso tempo, diverse minacce: sia mondiali, che personali.

Nucleus è fortemente funzionale in quanto risulta un thriller che possiamo definire old-fashioned e proprio per questo non è mai stucchevole, non forza mai la mano e si capisce quanto Clements conosca bene la materia e sappia destreggiarsi con maestria, avendo in mente dove vuole andare a parare. Mi è capitato spesso di leggere thriller in cui l’autore sembrava proseguisse la storia man mano che scriveva, senza un vero progetto in mente, così che poi il finale sembrava improvvisato o campato per aria, con un libro come questo, invece, il rischio non c’è mai, e ti senti in buone mani, in grado di goderti la storia, davvero fino in fondo.

Sentirete molto presto parlare di Clements anche in tv. Le vicende spionistiche da lui scritte con protagonista John Shakespeare Tudor e ambientate alla corte elisabettiana, diventaranno presto una serie dalle menti dietro al grande successo di Poldark.

Sara Prian
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Alice Bianco Sara Prian
Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

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