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mercoledì 24 luglio 2019

blocco banner pubblicitario 300250 La Voce di Venezia

Storia di Luciano, padre separato che non può comprare l'albero a suo figlio
L’obbligo di repêchage (letteralmente ripescaggio) è una particolare elaborazione di origine giurisprudenziale sviluppata con riferimento al licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Cos'è il licenziamento per giustificato motivo oggettivo? Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo può essere intimato per «ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa»....
500 euro, le banconote spariranno definitivamente dal 2018
In questo articolo esploreremo tale tematica che è attualmente di grande interesse. Infatti, esiste in Italia e in tutti i paesi avanzati un crescente numero di persone e di famiglie che non è in grado di far fronte all'indebitamento. In questo contesto i pignoramenti degli stipendi sono all'ordine del...
Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e indennità mensile di disoccupazione NASpI: attenzione ai possibili errori!
Appare opportuno chiarire una tematica di grande interesse generale che riguarda quei dipendenti e quei datori di lavoro interessati ad addivenire a una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Infatti, molti lavoratori danno per scontato che, dopo la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, avranno diritto alla indennità mensile...
Ricatto via mail: "Abbiamo un video della tua web cam...": decine di truffati
Tecnicamente parlando, il licenziamento è un atto unilaterale recettizio con cui il datore di lavoro comunica al dipendente la propria volontà di recedere dal contratto di lavoro. Il termine recettizio indica che la comunicazione del licenziamento produce effetto dal momento in cui il lavoratore ne ha conoscenza. I due modi...
Licenziamenti: oltre il mito dell'art. 18. La reintegra non è unico rimedio per licenziamento illegittimo
Oltre il mito della reintegra garantita in base all’art. 18 Statuto Lavoratori in caso di licenziamento illegittimo per motivi disciplinari. Analisi della recentissima sentenza Cass. 28 maggio 2019, n. 14500