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Da dove iniziare a parlare di un libro che è tutto cuore e passione? E’ passata una settimana da quando ho finito di leggere Se non ti vedo non esisti di Levante edito da Rizzoli e ho dovuto prendermi del tempo per assimilare le emozioni, incamerarle e poterle lasciare qui, nero su bianco, con un timore reverenziale di non riuscire a farvi comprendere, senza banalizzare, la bellezza della penna della cantautrice di Caltagirone trapiantata a Torino. Così mi sono detta: mettiamoci con il suo ultimo cd di sottofondo e lasciamo che le parole fluiscano da sole, ispirate dalla poesia che Levante è in grado di scrivere. Perché Anita, protagonista di questo romanzo, esce per diventare reale non solo tra le righe della pagine, ma anche dalle note del suo “Caos di stanze stupefacenti”.

Partiamo quindi dalle cose più semplici, la trama. Anita, redattrice in una rivista di moda, è bella, giovane, elegante e colta, ma anche tremendamente complicata. Quando si guarda allo specchio, le sue “mille me” – così le chiama lei – riflettono i suoi cambiamenti di umore e la incoraggiano, la contraddicono, la rimproverano quando sbaglia. Perché Anita sbaglia spesso, soprattutto quando si tratta di uomini. I suoi errori più grandi sono tre: Filippo, affascinante e indisponibile, incontrato per caso su un volo per New York; Flavio, un incrocio di sguardi che si è trasformato in passione; e poi Jacopo, il marito che le è sempre stato accanto ma ultimamente sembra non capirla più. Anita crede di amarli tutti, ma forse la verità è che la vita le sta sfuggendo di mano, come la sua immagine riflessa nello specchio.

Se c’è una cosa che amo nell’arte, che essa sia letteraria, musicale, cinematografica o visiva, è quando, finita di vedere, ascoltare o leggere, ti devi prendere del tempo per rifletterci, perché ti senti che dentro qualcosa è cambiato. Ti senti una persona diversa perché quell’autore ti ha cambiato, ti ha suscitato qualcosa che fatichi a descrivere a parole, ma sai che ti ha trasformato. Mi è successo ammirando le opere di Van Gogh e Renoir, mi ha successo guardando Arrival e Animali Notturni e mi è successo con il libro di Levante, così come mi successe con Il libro di Sofia.
Sì perché qui siamo davanti al lbro di Anita, a questa protagonista che è una donna della nostra generazione e che Levante descrive con estrema sincerità. E’ una donna ricca di contraddizioni e per questo reale, non è solo frutto di una penna è un personaggio che, già dopo poche righe, si trasforma in persona e per questo finiamo per amare, criticare, volerla scuotere, darle suggerimenti, abbracciarla, ma anche prenderla a schiaffi.

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Se non ti vedo non esisti è la vita di tutti i giorni nella sua complicata semplicità vista dal punto di vista di una donna che ha perso la via del cuore, incapace di distinguere tra il vero amore e la passione ardente, incapace anche di stare da sola anche se continua a sottolineare la sua indipendenza. Una donna fragile e forte, sbattuta dalla vita come in una nave in tempesta che brama un raggio di sole, anche flebile, per ritrovare la speranza.

Anita è tutte noi, è quel desiderio di mordere la vita, ma anche la paura di essa. E’ le scelte sbagliate e quelle giuste, è il bisogno stesso di sbagliare per capire cosa si vuole, è il desiderio di non avere più paura per definire il “vortice che si porta nel cuore”. Nei mille specchi in cui la protagonista rivede le sue “mille me”, noi ci rispecchiamo e troviamo noi stesse, sentendoci parte quasi di una comunità che ci fa sentire meno sole. Perché è proprio questo che fa il libro di Levante, allontana la solitudine e ci fa guardare dentro, ci fa sentire che c’è qualcuno là fuori che ci capisce e che è incasinato quanto noi, ma che non per questo e nonostante i mille sbagli, molla e continua a lottare per cancellare quella nuvola in cui è immersa la nostra testa e il nostro cuore.

Se non ti vedo non esisti è uno di quei libri che, con il Natale che si avvicina, regalerei a chi amo, per portargli un po’ di calore derivante da una scrittura appassionata e appassionante come quella di Claudia. Sì perché, arrivati alla fine di questo libro, non riesci più a chiamarla con il suo nome d’arte. Levante diventa Claudia, un’amica, una conoscente che sussurra al nostro cuore emozionandoci con una penna delicata, ma graffiante.

Sara Prian

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Alice Bianco Sara Prian
Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

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