no exit taylor adams

Quando inizi a sentire un po’ quel freddo che ti punge dentro, allora senti anche un po’ il bisogno di libri ambientati in mezzo alla neve, dove tutto è bianco e le ombre si confondono, dove la tensione rimane sempre alta perché ogni passo che arriva alle spalle è attutito. Ecco che allora un libro come No Exit di Taylor Adams, edito da DeA Planeta, viene in nostro soccorso per tenerci sulle spine ed intrattenerci come solo un buon libro di genere sa fare.

È la sera del 23 dicembre, e sulle alture del Colorado la bufera di neve del secolo infuria da ore quando Darby è costretta a cercare riparo nella stazione di servizio di Wanapa, dove un vecchio cartello promette caffè bollente. Tutto ciò che si augura è di riuscire a raggiungere il capezzale della madre prima che sia troppo tardi. Ma in quel luogo isolato dal mondo, nel retro di un furgone dai vetri semioscurati, Darby vede qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. Qualcosa di tanto incongruo da farle pensare a una specie di allucinazione: una paffuta mano infantile affacciata tra le sbarre di una grossa gabbia per cani. Inizia così, con un fotogramma fuori posto in una notte travagliata e bianchissima, l’avventura destinata a trasformare Darby nella più tosta e determinata delle eroine e il suo viaggio in una lotta per la sopravvivenza costellata di vertiginosi rovesciamenti.

Luce e ombra. Bianco e Nero. Vita o morte. No Exit riesce subito a prenderti tra le sue maglie e non lasciarti più, grazie ad un ritmo sempre più incalzante che incolla il lettore pagina dopo pagina. Sì perché quella che vi ritroverete davanti è una storia ipnotica, che vi farà battere il cuore dall’ansia e il tutto ambientato nell’arco di una notte. Ci vedete già un film? Sì, ecco, anche io.

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La protagonista, Darby, funziona molto di più di altre protagoniste di libri di genere perché è tutto tranne l’eroina. Non è la persona che si lancerebbe in grandi imprese, anzi. Ma proprio per questo è funzionale, perché aggancia il lettore che vede in lei una persona come lui e, anche per questo, si sente maggiormente coinvolto emotivamente coinvolto.

No Exit è una continua lotta contro il tempo dove anche noi vorremmo saltare le pagine per sapere come va a finire, ma non possiamo e dobbiamo soffrire, riga dopo riga con la protagonista, iniziando a sentire un’ansia che sale sempre più forte.

E, come dicevo, anche lo stesso tempo, inteso non solo come quello atmosferico della bufera di neve, ma proprio delle lancette che scorrono, diventa protagonista e antagonista di questa vicenda, facendosi sempre più serrato e breve man mano che si procede. Darby, infatti, si ritroverà ad avere sempre meno tempo per riflettere e prendere decisioni e quelle che prima erano ore, si trasformeranno ben presto in minuti e poi in secondi.

No Exit è senza ombra alcuna uno dei migliori thriller del 2018, di quelli in cui l’adrenalina scorre a fiumi e ti rende impossibile staccarsi. Provate a buttarlo giù tutto d’un fiato.

Sara Prian

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Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

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