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“No al Green Pass”: la Piazza inferocita

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In Piazza proteste contro il Green Pass di un mondo trasversale che ha paragonato Mario Draghi a Hitler e il governo a gerarchi fascisti.

“No al Green Pass”: la Piazza è inferocita e le persone protestano a migliaia con manifestazioni organizzate attraverso i social e i passaparola.
Tutto lo Stivale, praticamente, sabato pomeriggio è stato travolto da un’ondata di persone che ce l’aveva con tutti
coloro hanno approvato il ‘passaporto verde’: Mario Draghi, i ministri, i tecnici, o anche semplicemente coloro che lo hanno raccontato: i giornalisti, i tg, i giornali.
Tremila persone a Roma, dove ci sono stati disordini, cinquemila a Torino, cinquecento ad Aosta, mille ad Alessandria e Bologna, duemila a Cagliari, duecento a Saluzzo, altre migliaia a Milano e poi ancora a Genova, Lecce, Cremona, Messina e in altre località da un capo all’altro della Penisola.
In moltissimi hanno aderito alla mobilitazione lanciata attraverso tam-tam su social e canali Telegram contro quella che senza mezzi termini è stata definita “dittatura” con tanto di paragoni al nazismo.
Foto di Mario Draghi con i baffetti ‘tipo’ Hitler esibite a Milano e Torino, dove l’urlo che ha raccolto i maggiori consensi è stato “Norimberga Norimberga” con evidente riferimento ai processi ai gerarchi dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Poi stelle di David con la scritta “non vaccinati = ebrei” e cartelli con le svastiche.
I dimostranti di Cagliari si sono esibiti in un funambolismo storico srotolando una striscione che paragonava il Green pass all’Ahnenpass, il passaporto ariano introdotto in Germania nel 1933.

“Sentire pronunciare parole come ‘schiavitù’ e ‘truffa del Covid’ – interviene Licia Ronzulli, vicepresidente di Forza Italia al Senato – mi fa rabbrividire. Secondo questi irresponsabili, 130 mila morti forse li abbiamo solo sognati”.
Francesco Boccia, deputato e responsabile Enti locali del Pd, esprime “amarezza” per “la mancanza di rispetto verso chi ha perso la vita, verso chi è stato in terapia intensiva, verso medici e infermieri che continuano a sacrificarsi per curare chi arriva in ospedale”.

Raduni e cortei si sono inseriti nel solco di una mobilitazione internazionale, animata da collettivi chiamati World Wide Demonstration e World wide rally for freedom, che ha visto scendere in piazza gente in diversi Paesi del mondo come la Francia, dove a Parigi ci sono stati scontri tra dimostranti e polizia, e l’Australia, anche qui teatro di disordini e arresti.

In tutta Italia la folla era composta da pensionati, artigiani, lavoratori dipendenti ma soprattutto da ristoratori preoccupati per le ricadute economiche per l’obbligo del green pass che scatterà il 6 agosto.
“Non sono contro il vaccino, ma il green pass è un danno per l’economia. In molti rischiamo di fallire”, ha detto il proprietario di un locale che manifestava a Roma.

A Venezia i contrari al Green Pass erano circa 400 persone e si sono ritrovate in Campo San Geremia, a Mestre circa 500 si sono ritrovate in piazza Ferretto. La Questura ha precisato che la manifestazione non era “autorizzata” in quanto nessuna comunicazione era giunta in tal senso.

Una galassia composita quella dei “no green pass” che incita alla disobbedienza e a “non scaricare il certificato verde”, che “si batte per la libertà, una galassia alla quale si sono mescolati militanti di CasaPound e Forza Nuova, il cui leader romano, Giuliano Castellino, ha sottolineato di essere sceso in piazza anche se in teoria non avrebbe dovuto, visto che si trova sotto sorveglianza speciale. “Ma dovevo esserci”, ha chiosato.

E proprio a Roma si sono vissuti attimi di tensione sfociati in disordini a piazza del Popolo con le forze dell’ordine intervenute anche con i mezzi blindati per disperdere i manifestanti che volevano partire in corteo verso via del Corso.


 

La tensione è rientrata ma un gruppo si è comunque staccato improvvisando un corteo.
A Torino sono stati notati degli attivisti dei centri sociali arrivati alla chetichella, e su Telegram qualcuno ha detto di avere notato una bandiera anarchica a Firenze.

Non sono mancate le contestazioni ai giornalisti. La parola d’ordine era di ignorarli ma a Milano è volato qualche spintone.

A Pescara alcuni esponenti di Forza Italia che stavano raccogliendo firme per il referendum sulla giustizia sono stati aggrediti.

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  1. Si vuole avvalorare l’equazione Green Pass = Vaccino. Tale equazione è senza senso!
    La vera libertà è data dal vaccino sostiene la Ministra Lamorgese leggendo i giornali.
    Allora scenda in piazza e spieghi la Ministra perchè chi è vaccinato con Sputnik, Reihera, o vaccino cinese
    non ha la libertà in questo paese? A che gioco stanno giocando ai piani alti (elevati)? La libertà e la vita delle persone non si tocca.
    Questo paese si comporta come fosse una dittatura, decidendo e discriminando quale vaccino riconoscere e quale no. Il Green Pass è una mela avvelenata, frutto di geopolitica e i veri anticorpi a questi agenti infettivi della società sono le piazze e le manifestazioni.
    Onore e libertà.

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