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Storia contorta e controversa sulla quale l’opinione pubblica si sta dividendo.
Un tribunale del Sudafrica ha condannato a 10 anni di carcere una donna che 19 anni fa rapì una neonata, Zephany Nurse, e in questi anni l’ha allevata come se fosse sua figlia.

E fin qui… Il problema però comincia a nascere quando si cambiano equilibri dopo tanti anni in cui si è esercitata – illecitamente – la potestà genitoriale.

Un bel giorno, a scuola viene scoperto il fatto. La donna, 51 anni, di cui non è stata resa nota l’identità, è stata arrestata nel 2015 dopo che era stata notata una strana somiglianza nella scuola frequentata da Zephany tra quest’ultima e un’altra ragazza.
L’analisi del Dna delle due giovani aveva stabilito infatti che si trattava di sorelle.

La madre rapitrice è stata arrestata e condannata, ma il fatto era lungi da essere risolto.
Nel pronunciare la sentenza, riporta la Bbc online, il giudice ha affermato che la donna ha avuto “tutto il tempo del mondo” per pentirsi e per restituire la bimba alla sua famiglia, ma non l’ha
mai fatto. Per tutto quel tempo l’ha cresciuta come fosse sua figlia.

La decisione del giudice non ha tenuto conto però di un particolare: il tempo ha plasmato gli affetti famigliari della ragazza: per Zephany, scrivono i media locali, sua madre è la donna che l’ha rapita quando era una neonata e ora la ragazza non vuole avere alcun contatto con i suo genitori biologici.

La vicenda fa nascere diversi interrogativi sui quali ognuno può interrogarsi: quale sarebbe stata la decisione corretta secondo voi, si chiedono i media locali?

Laura Beggiora | 15/08/2016 | (Photo d’archive) | [cod tribufi]

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