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Nella luce e nell'ombra

I libri possono essere degli oggetti magici che, con un po’ di fortuna, riescono trovare un cuore e una mente aperta nei quali posare le loro parole, le loro poesie, rivestendo le nostre emozioni e dandone forma e spirito.

Uno degli autori che riesce a fare tutto questo è Mark Helprin che, anche con il suo nuovo Nella luce e nell’ombra, edito da Neri Pozza, costruisce un mondo sospeso quanto tangibile con l’inchiostro, crea mondi dettagliati nella mente del lettore che si trova a piè pari, come Dorothy, in un universo parallelo, dove sono proprio le parole a dare spessore a tutto.

Un venerdì mattina del 1946, Harry Copeland esce di casa sua dopo essere tornato dalla guerra senza sapere che cosa avrebbe trovato in patria. A Staten Island trascorre un paio d’ore seduto al sole nel giardino a picco sul mare di sua zia Elaine, vedova dell’unico fratello di suo padre, poi al ritorno, sul traghetto che lo riporta a South Ferry, si imbatte in una giovane donna dalla struggente bellezza intravista da lontano all’andata, mentre incedeva sul ponte con la schiena diritta e la testa alta. La giovane donna si chiama Catherine Thomas Hale, ma ha scelto un altro nome, Catherine Sedley, per togliere di torno la sua famiglia e calcare la scena di scalcinati musical con orchestre formate dagli scarti della New York Philharmonic e registi che agognano improbabili trionfi a Broadway. New York, però, non è più la città calma e onesta di un tempo, e tra le sue strade fumose prosperano gli affari loschi della malavita. Quando, perciò, un vecchio promesso sposo di Catherine si presenta al suo cospetto e un gruppo di gangster minaccia di far saltare in aria la pelletteria di famiglia, Harry capisce che, se davvero vuole conquistare Catherine, deve nuovamente combattere.

Helprin riesce con questo suo romanzo a portare davanti agli occhi del lettore una storia che sembra più un memoir, qualcosa che ha davvero vissuto e che riporta in ogni minimo dettaglio. Questo però potrebbe essere benissimo un’arma a doppio taglio per Nella luce e nell’ombra. Infatti molti potrebbero trovare la sua maniacale attenzione al dettaglio fastidiosa, tanto da far perdere completamente il filo del discorso. Non si può infatti negare che, prendendo ad esempio le prime 100 pagine, quello che accade è davvero poco rispetto alle moltissime parole e descrizioni usate dall’autore.

Tutto ciò aiuta anche a creare un’atmosfera, un mondo evocativo che però non dà molto spazio alla fantasia, ma che, allo stesso tempo, come se fossimo davanti ad un puzzle, permette di avere davanti un quadro oggettivo e ben delineato della storia. Sì perché quello di Helprin è un vero e proprio acquarello, un viaggio quasi onirico, sospeso dove i dialoghi sembrano tratti dalla vita vera, senza il mezzo letteratura a fare da ‘ostacolo’.

Nella luce e nell’ombra sono una serie di diapositive di vita e d’amore, di lotta per ottenere ciò in cui si crede, un’analisi attenta ma dolce dell’animo umano attraverso una storia molto complessa che mette davanti due spiriti piegati da un passato non semplice, ma che ardono per ottenere una seconda possibilità. Gioia e dolore si alternano in un romanzo che vi metterà alla prova, ma che vi lascerà anche molte riflessioni e molte emozioni.

Sara Prian

 
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