Nanto, il Comune paga le pompe funebri del nomade ucciso nella rapina

ultimo aggiornamento: 18/02/2015 ore 19:55

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Comune paga le pompe funebri

Recapitata martedì mattina negli uffici comunali di Nanto (Vicenza) la fattura di trecento euro delle pompe funebri, per aver rimosso una salma dal suolo pubblico.

Nulla di strano se non fosse che il deceduto in questione è il nomade Albano Cassol, il bandito che il 3 febbraio scorso è morto dopo una tentata rapina, che ha visto iscritto nel registro degli indagati il benzinaio Graziano Stacchio.


La famiglia è indigente e come spesso capita, è l’amministrazione comunale a sostenere le spese, ma il sindaco di Nanto, Ulisse Borotto ne fa una questione di principio. «La trovo l’ennesima beffa. Anche perché alle spese per la rimozione del cadavere seguiranno certamente quelle per il deposito della salma all’obitorio. Il Comune pagherà quanto dovuto all’agenzia per il lavoro svolto, poi vedremo se ci sarà modo di rivalersi sulla famiglia del defunto. Anche se temo che quel denaro non ci verrà mai restituito».

L’avvocato della famiglia di Cassol, Francesco Murgia ha risposto così al primo cittadino: «Se quella fattura fosse stata recapitata al campo nomadi del Trevigiano in cui viveva Cassol sono convinto che la vedova l’avrebbe pagata, così come verserà il dovuto se il Comune si farà vivo. Non è una donna ricca, manda avanti la famiglia con i ricavati di una bancarella di dolciumi che allestisce nei luna park, ma ha dignità da vendere. Invece il primo cittadino vuole soltanto prestarsi all’ennesima strumentalizzazione di quanto accaduto nel corso della tragica rapina».

Cassol, lo ricordiamo, è stato freddato dal benzinaio, che ha dichiarato di aver sparato il colpo di fucile, quello che ha centrato la gamba del nomade facendolo morire per strada dissanguato, esclusivamente per legittima difesa.


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