Per i musei italiani non ci sono abbastanza curatori italiani, ora sette sono stranieri

ultimo aggiornamento: 19/08/2015 ore 06:23

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musei italiani responsabili nuovi stranieri
Per i musei italiani non ci sono abbastanza curatori italiani, ora sette sono stranieri.
Sono cambiati i responsabili dei venti principali musei italiani dopo la riforma voluta dal ministro Dario Franceschini, una riforma non gradita da tutti. Vittorio Sgarbi: «Altro che svolta, quello di Franceschini è un errore grave: non si umiliano così i funzionari delle sovrintendenze. La verità è che i sovrintendenti dovrebbero ribellarsi a un metodo profondamente ingiusto e sbagliato».

Cambiano i responsabili dei venti principali musei italiani e l’elenco presenta sette direttori stranieri (tutti europei).
Le novità che hanno destato più sensazione riguardano la Galleria degli Uffizi a Firenze e la Pinacoteca di Brera. A Firenze il direttore Antonio Natali lascia il posto a Eike Schmidt, 47 anni, tedesco, dal 2009 curatore al Minneapolis Institute of Art. Sandrina Bandera, a Milano, cede l’ufficio a James Bradburne, 59, museologo anglo-canadese, dal 2006 fino a poco tempo fa direttore della Fondazione Palazzo Strozzi a Firenze.
A Capodimonte andrà Sylvain Bellenger, francese, dal 2012 all’Art Institute of Chicago, e Gabriel Zuchtriegel, 34 anni, archeologo tedesco, andrà al parco Archeologico di Paestum. L’austriaco Peter Assmann, già presidente dell’Associazione dei musei austriaci, guiderà il Palazzo Ducale di Mantova mentre Cecilie Hollberg raggiungerà Firenze e la Galleria dell’Accademia lasciando lo Städtisches Museum di Brunswick.
Per la Galleria nazionale delle Marche a Urbino arriverà Peter Aufreiter, 40 anni, ex dirigente al Belvedere di Vienna.

Redazione


19/08/2015

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