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Bossoli in un bagno della Mostra del Cinema. Paura per il terrorismo, ma è un artista

E’ sicuramente il primo anno che accade al Lido, ma i tre film italiani in corsa in questa 75/ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (29 agosto – 8 settembre) parlano inglese. Il segno di un’industria cinematografica che si apre al mercato anglosassone, ancora il primo nel mondo, come anche il segno di una sprovincializzazione del nostro cinema iniziata da qualche tempo anche grazie alle tentazioni del ricco mercato della serialità tv d’autore di Sky e Netflix.

Di fatto si parla inglese in SUSPIRIA remake-horror d’autore firmato da Luca Guadagnino, si parla fifty-fifty italiano e inglese, proprio come già nel titolo, in CAPRI – REVOLUTION di Mario Martone e, infine, è slang americano in CHE FARE QUANDO IL MONDO E’ IN FIAMME (What You Gonna Do When The World’s on Fire) di Roberto Minervini sulla mai davvero risolta questione
razziale negli Usa.

Questo il terzetto italiano in concorso al Festival di Venezia quest’anno che si dovrà confrontare con 18 film provenienti da ogni parte del mondo, di cui ben cinque sono Usa.

Partendo da Roberto Minervini, con CHE FARE QUANDO IL MONDO E’ IN FIAMME? il regista racconta tre storie di discriminazione nella comunità di afro-americani del Sud degli Stati Uniti durante l’estate del 2017, dopo una serie di brutali uccisioni di giovani neri (tra cui, Alton Sterling e Philando Castile) per mano della polizia, che scuote l’intero Paese.

Minervini ci porta, con fare documentaristico, nel privato della barista Judy, che cerca di mantenere a galla la propria famiglia allargata, mentre gestisce un locale minacciato dalla gentrificazione. E ci fa vedere poi le giornate di Ronaldo e Titus, due giovanissimi fratelli che crescono in un quartiere violento, mentre il padre è in prigione. C’è poi Kevin, Big Chief della tradizione indiana del Mardi Gras, che lotta per mantenere vivo il patrimonio culturale della sua gente vittima di un eccidio, troppo poco ricordato, attraverso i rituali del canto e del cucito. Infine, di scena uno sparuto gruppo rivoluzionario di Black Panthers, animato da slogan sincopati, che indaga sul linciaggio di due ragazzi nel Mississippi, mentre organizza una protesta, anche porta a porta, contro la brutalità della polizia.

Alberto Barbera, direttore artistico del festival, alla presentazione di questa edizione descrive SUSPIRIA di Guadagnino come una “sorpresa, un remake ambizioso con una Tilda Swinton mai vista prima, che interpreta ben tre ruoli” .

Nel film una scuola di danza in cui si agitano le vite della direttrice artistica (Swinton), di un’ambiziosa e giovane ballerina (Dakota Johnson) e di uno psicoterapeuta in lutto (Lutz Ebersdorf). Per tutti sarà incubo. Sarà curioso comunque vedere come il regista siciliano, capace di grande introspezione psicologica, si sia misurato con questo horror e, soprattutto, con il pre-giudizio dei tanti fan di Dario Argento.

 
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Infine CAPRI-REVOLUTION di Mario Martone che rinnova invece la sua voglia di rileggere la storia italiana a modo suo e ci porta a Capri nel 1914, a ridosso della prima guerra mondiale. Qui, in quest’isola ingombrante dove il mito sembra essere di casa, troviamo una comune di giovani nordeuropei proto-hippie guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) pittore-mistico alle prese con una terapia di danza salvifica (quella di Gurdjeff?). Ma a Capri vive anche l’Italia rurale di Lucia, giovane capraia (Marianna Fontana) piena di curiosità, e quella positivista, lontana da ogni fantasia, del giovane medico del paese (Antonio Folletto).

Riproduzione Riservata.

 

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