Moschea a Venezia, Forza Nuova pronta a mobilitarsi

ultimo aggiornamento: 11/05/2015 ore 06:01

118

Un grande tappeto verso la Mecca, alcune paia di scarpe lasciate fuori, persone inginocchiate, ed ecco che l’Antica chiesa Cattolica della Misericordia, di origini Bizantine del centro storico nel popolare sestiere di Cannaregio si trasforma in moschea per il Padiglione Islandese,ad opera dell’artista Christian Buchel per tutta la durata della Biennale fino al 22 Novembre.

Si vuol far passare l’opera intitolata “The Mosque” per arte, riteniamo piuttosto sia una prova di tolleranza, una vera provocazione e un insulto all’arte Veneta oltre ad una mancanza di rispetto per la città dei Dogi, che mai ha avuto una moschea,
e per i cattolici in generale, anche se da quasi 40 anni non è più utilizzata per funzioni di culto ed è divenuta proprietà di privati,
rimane un antica chiesa Veneziana.

Ci chiediamo se dopo le prove , con il pretesto Biennale, sia breve il passo per pretendere una moschea a Venezia,in pieno centro storico.


Non è ammissibile che in una città come Venezia, ricca di arte e tradizioni millenarie, si dia spazio ad un tipo di religione e di cultura che non ama l’arte, distrugge l’arte e non ama Venezia.

Nessuna moschea a Venezia, Forza Nuova è pronta a mobilitarsi, per difendere e tutelare la città da una cultura che non ci appartiene e da queste provocazioni religiose che attaccano le nostre tradizioni cristiane. In Oriente trasformano le chiese in moschee, qui non lo permetteremo,Venezia non sarà simbolo di conquista islamica.

Roberto Fiore
Segretario di Forza Nuova


TEMI PIU' RICERCATI IN QUESTE ORE:

➔ Coronavirus: tutti gli aggiornamenti
➔ Mose e Acqua alta a Venezia
➔ Pensioni, le novità
➔ 'Racconti in quarantena': il concorso letterario aperto a tutti
 

⌂ titoli di prima pagina

Una persona ha commentato

  1. Prendo in prestito da Calvino “Se un giorno un visitatore d’inverno…”
    Sì, se un giorno un visitatore d’inverno scopre che a Venezia è nata una moschea e se addirittura viene a sapere che si tratta di un luogo dove si fa quella pericolosa azione che è pregare, cosa farà, cosa dirà questo visitatore?
    Che pregare offende la città dei Dogi? Che uno, dicasi uno spazio rivolto (eventualmente) ad una esigenza spirituale offenderebbe la tradizione cristiana?
    Dove sta la provocazione? La minacciata mobilitazione da dove nascerebbe?
    La vera mobilitazione dovrebbe essere quella culturale e mi piacerebbe potesse indurre ognuno di noi a riflettere prima di esprimere concetti respingenti, quelli sì offensivi per la civiltà che Venezia pretenderebbe. Il linguaggio di questa lettera non dovrebbe appartenere ai cattolici, ai cristiani e spero siano proprio questi ultimi a rasserenare gli appartenenti a Forza Nuova che già nella sua denominazione (Forza), meglio la ragione e il dialogo e Nuova (non lo è), c’è già chi ha esercitato la forza e i risultati ce li racconta la Storia, a rilevare i limiti della conoscenza, a ridimensionare la portata di questo fatto.
    L’Arte è qualcosa di universale, appartiene alla bellezza e alla sensibilità dell’uomo che la percepisce, quindi appare davvero modesta e strutturalmente debole la pretesa di diritti esclusivi. Eppure Papa Francesco sta dimostrando che seminare Pace è possibile, anche se poi testimonianze e minacce di mobilitazioni sviliscono l’opera di condivisione di un pontefice generoso e lungimirante che crede nell’Uomo con la U maiuscola, la cui grandezza si chiama Accoglienza e Umanità.

    Andreina Corso

Please enter your comment!
Please enter your name here