Mestre, fermato senza patente, in minicar senza assicurazione, rivuole la targa: gliela aveva attaccata lui

ultimo aggiornamento: 23/06/2015 ore 05:23

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Nonna e nipotina investite, la polizia cerca testimoni
Ha preso una minicar, ci ha messo una targa di cui era in possesso, che nulla aveva a che fare con quel mini mezzo a quattro ruote, e girava per Mestre con la patente ritirata dal 1992 e pure senza assicurazione.
Di suo aveva solo la targa, ma non era neppure di quel minicar. Sembra un finale da commedia all’italiana quello che è capitato ad una pattuglia della Polizia municipale che, nel corso del servizio a Mestre, in via P. Giuliani, durante una sosta per coda, ha notato strani segni di nervosismo e di impazienza nel guidatore di un minicar (un motociclo a 4 ruote), che continuava ad osservare, dallo specchietto retrovisore, con strana insistenza, il comportamento degli agenti.
Insospettiti dal comportamento anomalo del guidatore, gli agenti hanno quindi deciso di fermare il mezzo e di procedere al controllo dei documenti.
Da subito risultava che l’assicurazione era scaduta da dicembre dello scorso anno. Il conducente, inoltre, non era in grado di esibire alcun documento di idoneità alla guida né la patente di guida o altra abilitazione valida per la categoria del veicolo e neppure la carta di circolazione, né il certificato di assicurazione, ed era anche sprovvisto di un qualsiasi documento di identità.
A seguito dei controlli informatici, il mezzo circolava con una targa non legata ad alcun ciclomotore e senza coperture assicurative. Il conducente, poi, risultava avere la patente sospesa a tempo indeterminato dal 1992.
A questo punto, scattavano le ammende per le numerose violazioni: 848 euro di multa e sequestro del mezzo per circolazione con mancata copertura assicurativa; 25 euro per mancata esibizione della carta di circolazione e della patente di guida; 2 mila euro per circolazione con patente sospesa; 422 euro e fermo di 3 mesi più revoca della patente per circolazione con mezzo non immatricolato.
E mentre il carro attrezzi caricava il veicolo per portarlo al deposito, il conducente cercava di staccare la targa asserendo che, dopo tutto, quella era davvero la sola cosa sua…

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