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Milan in crisi, Inzaghi frastornato e nervoso. Espulso con l’Atalanta

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Milan in crisi, Inzaghi frastornato e nervoso

Milan in crisi e Inzaghi si trova a dover segnare il gol più difficile della sua carriera, tanto che – si dice – appare frastornato, un po’ in confusione.
La sosta natalizia ci aveva consegnato un Milan che aveva battuto il Napoli e pareggiato con la Roma prima, e che ne aveva dato 4 al Real Madrid, poi. Il Milan è in crisi dopo tornato dalle vacanze, lo dicono i dati: nel 2015 due sconfitte Sassuolo e, ieri, Atalanta, grazie al gol di Denis, con in mezzo il pareggio in casa del Torino.

Inzaghi non può non essere confuso, il Milan di cui era sicuro aver trovato la quadratura ha totalizzato 12 punti in 12 partite: una media che fa pensare alle zone della retrocessione, altro che al terzo posto.
In definitiva il Milan di Inzaghi ha solo 4 punti in più di quello del Milan di Allegri, che era stato esonerato.

Per quanto riguarda il gioco, il contropiede paga, in termini di punti, non di apprezzamento del pubblico, ma finchè gli altri non ti hanno capito. Un po’ quello che è successo a Stramaccioni nei primi tre mesi all’Inter: ha pagato bene finchè gli altri hanno capito. Poi, il nulla.

San Siro ha fischiato i rossoneri a più riprese, in particolare Ménez, e questo ha senz’altro agevolato un’Atalanta che teneva bene il campo, ordinata e pronta a colpire alla prima occasione. I rossoneri hanno cominciato a balbettare, anche se nella prima mezz’ora vanno al tiro con Cerci e Bonaventura. Lo stesso Cerci dà una bella palla a Ménez (che spara alto) e a El Shaarawy riesce l’unico dribbling della giornata.

Denis al 18’ prende una traversa (errore di Rami) e poi al 33’, dopo un tacco sciagurato di Ménez, il pallone arriva ancora al Tanque (bell’apertura di Maxi Moralez) che trova il suo primo gol in trasferta.

Il Milan avrebbe ancora tutto un tempo per recuperare, invece dopo una reazione che è più un fuoco di paglia, è l’Atalanta che rischia di colpire ancora in contropiede. Inzaghi, a 10 minuti dalla fine, viene anche espulso (ricalcia in campo un pallone buttato fuori) manifestando tutto il nervosismo della situazione.

Roberto Dal Maschio

[19/01/2015]

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