Premio Campiello di Venezia: Mia Ceran ed Enrico Bertolino conduttori

Mikhail Baryshnikov sarà il protagonista di una performance ispirata alle poesie di Iosif Brodsky, in scena al Teatro La Fenice il 13, 14 e 15 luglio 2018 nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2017-2018. Concepito e diretto da Alvis Hermanis, noto regista lettone del New Riga Theatre, lo spettacolo di teatro-danza dal titolo Brodsky/Baryshnikov si configura come un commovente viaggio nel profondo delle viscerali e complesse composizioni del poeta premio Nobel. Interpretando i versi in russo, lingua madre di Brodsky, Baryshnikov reciterà una selezione delle opere del suo amico di lunga data: la sua sottile fisicità trasporterà il pubblico nel mondo interiore di Brodsky secondo il riverente immaginario di Hermanis.

«La mia amicizia con Joseph Brodsky – ha dichiarato Baryshnikov – ebbe su di me la più profonda influenza. Conoscevo alcune delle sue poesie e le ammiravo molto, anche se le sue opere rimasero inedite in urss, con copie dattiloscritte che circolavano sottobanco. Non v’è dubbio che fra i poeti dell’epoca sia stato uno dei pochi (se non l’unico) da collocare tranquillamente accanto al grande quartetto pre-rivoluzionario Mandelstam, Pasternak, Cvetaeva e Akhmatova. Dopo essere entrato nella mia vita, Joseph divenne non solo un amico, ma in qualche misura anche un mentore, qualcuno che mi aiutò ad affrontare problemi quotidiani e ardui dilemmi morali. Ero molto giovane, ero appena arrivato in Occidente e Joseph esercitò un’enorme influenza sugli stadi iniziali della mia nuova vita. Egli divenne per me una specie di ‘bussola morale’ anche se non andavamo d’accordo su molte cose: lui era un conservatore nell’arte come nella vita, mentre io sarei un progressista. Eppure, per quanto possa suonare retorico, se ho acquisito qualche principio morale, ciò è avvenuto grazie a lui».

«Per me è di vitale importanza – continua l’artista – evitare ogni tentativo calcolato di ritrarre Joseph in una miscela di Brodsky/Baryshnikov, o di limitarmi a declamare i suoi versi. Le sue poesie sono intellettuali quanto istintive, e una parte dell’immaginario in cui sono inscritte si potrebbe trasmettere col linguaggio del corpo. Ho tentato di esprimerne i significati non solo per via orale ma anche cineticamente. A tal fine, il magnifico regista lettone Alvis Hermanis ed io ci siamo rivolti al kabuki e al flamenco, agli stilemi del teatro danzato giapponese butoh e all’estetica della scultura greca antica… Non abbiamo fatto uso diretto delle tecniche originali di queste arti: ci siamo solo ispirati a esse. Talora cerco di esprimere col movimento ciò che Joseph ha articolato in parole con tanta precisione. Dopotutto, come ha detto Martha Graham, “il corpo non sa mentire”».

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Brodsky/Baryshnikov ha debuttato il 15 ottobre 2015 al New Riga Theatre di Riga, in Lettonia. Le scenografie sono di Kristīne Jurjāne, il light design di Gleb Filshtinsky, il suono di Oļegs Novikovs, le luci di Lauris Johansons, i video di Ineta Sipunova. Gli effetti pirotecnici sono disegnati dalla International Fireworks Design. Lo spettacolo è una coproduzione New Riga Theatre e Baryshnikov Productions.

Lo spettacolo sarà proposto con i sopratitoli in italiano. Ecco il dettaglio delle recite: venerdì 13 luglio 2018 ore 19.00 (turno A), sabato 14 luglio ore 17.00 (turno B), domenica 15 luglio ore 19.00 (turno D).

Mikhail Baryshnikov

Nato nel 1948 a Riga, in Lettonia, è considerato uno dei più grandi ballerini dei nostri tempi. Dopo aver cominciato una spettacolare carriera con la Kirov Ballet di Leningrado, nel 1974 si è stabilito all’American Ballet Theatre a New York City come primo ballerino. Nel 1978 si è unito al New York City Ballet, dove ha lavorato con George Balanchine e Jerome Robbins. L’anno successivo è stato nominato direttore artistico dell’American Ballet Theatre in cui, nei dieci anni a seguire, ha introdotto una nuova generazione di ballerini e coreografi. Baryshnikov, dal 1990 al 2002, è stato direttore e ballerino del White Oak Dance Project, che ha cofondato insieme al coreografo Mark Morris per espandere il repertorio e la visibilità della danza moderna americana. Come attore ha recitato in larga parte, di tanto in tanto, a Broadway, così come nei film e in televisione, ottenendo una nomination al Tony Award e un Drama Desk Award per La metamorfosi, e una nomination all’Academy Award per Due vite, una svolta. Altre produzioni teatrali includono Forbidden Christmas, or The Doctor and the Patient, Beckett Shorts, In Paris, Man in a Case, The Old Woman e Letter to a Man. Ha dato il via, nel 2005, al Baryshnikov Arts Center a New York City, uno spazio creativo disegnato per supportare artisti multidisciplinari provenienti da tutto il mondo. Tra le innumerevoli onoreficienze vi sono il Kennedy Center Honors, il National Medal of Arts, il Commonwealth Award, il Chubb Fellowship, il Jerome Robbins Award ed il Vilcek Award. Gli è stato attribuito il rango di Ufficiale della Legion d’onore francese nel 2010 ed il prestigioso Praemium Imperiale International Arts Award in Theatre/Film giapponese nel 2017.

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