Migranti, SOS nella notte e le ‘pressioni’ di Alarm Phone

ultimo aggiornamento: 27/07/2020 ore 08:36

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Migranti: sbarchi a Lampedusa, hotspot pieno. Sindaco: "Una nave per la quarantena"

Migranti, sbarchi e doveri marittimi: dibattito sempre aperto mentre l’hotspot di Lampedusa va in tilt e nella notte arriva un altro SOS di Alarm Phone.

Cos’è Alarm Phone?
Dal loro sito: “Watch The Med Alarm Phone è stato creato nell’ottobre del 2014 da reti di attivisti e attori della società civile in Europa e Nord Africa. Il progetto ha istituito un numero di emergenza auto-organizzato per migranti in difficoltà nel Mar Mediterraneo. Il nostro obiettivo principale consiste nell’offrire una più ampia visibilità all’SOS dei migranti in difficoltà. Alarm Phone documenta la situazione, informa le guardie costiere e, quando necessario, mobilita ulteriori possibilità di soccorso in tempo reale. In questo modo possiamo, almeno in una certa misura, esercitare pressione sulle entità responsabili per il salvataggio affinché si evitino respingimenti e altre forme di violazioni dei diritti umani nei confronti di migranti in mare”.


Il loro ultimo allarme è di questa notte. Novantacinque persone su una barca in avaria in zona Sar maltese. Il motore dell’imbarcazione fuori uso.

E’ l’ennesimo SOS nel Mediterraneo. Un bollettino che col passare delle ore si fa sempre più drammatico e descrive il terrore dei migranti a bordo nell’indifferenza delle autorità di Malta, sorde alle richieste di aiuto. “Dicono di non poter rimuovere l’acqua dalla barca perché é sovraffollata. Urlano: ‘stiamo morendo!'”, scrive l’organizzazione.

“Il mercantile Maridive230 è a circa 20 miglia dalla barca e potrebbe ricevere ordine di soccorrere ma le forze armate maltesi non rispondono alle nostre chiamate”.
“Il soccorso è un dovere”, twitta Alarm Phone che esorta Italia e Malta a “smetterla di giocare con le vite” dei migranti, mentre l’imbarcazione procede verso le coste italiane dove gli arrivi dall’Africa non si arrestano.


Solo la scorsa notte 13 tunisini sono stati fermati dai carabinieri sugli scogli di Linosa e altri 15 sono stati intercettati su un barchino, dalla Guardia costiera, nelle acque davanti Lampedusa.

Sbarchi che mandano in tilt l’hotspot della maggiore delle Pelagie in cui fino a 24 ore fa erano ospitate 1.027 persone: dieci volte il numero di migranti che la struttura può accogliere.

Una situazione di emergenza su cui il sindaco dell’isola Totò Martello da giorni tenta richiama l’attenzione del Governo.

I trasferimenti dal centro di contrada Imbriacola sono cominciati ieri sera: col traghetto di linea per Porto Empedocle sono partiti 80 immigrati.

Dal molo Favarolo, già in nottata, sono stati portati via anche i 15 che erano stati soccorsi dalla Guardia costiera.

Nelle prossime ore verranno trasferiti, con una motovedetta, da Linosa a Lampedusa, pure i 13 tunisini bloccati sulla terraferma e altri 200 profughi verranno imbarcati sulla nave per Porto Empedocle.

Sempre oggi, poi, il pattugliatore della Guardia di Finanza che è giunto a Lampedusa nel tardo pomeriggio di ieri, dovrebbe trasferire altri 170 migranti.

Dal Cpa intanto hanno fatto sapere che tutti i tamponi a cui erano stati sottoposti i 25 migranti sbarcati, risultati positivi, con test sierologico, al Covid-19, hanno dato esito negativo. Nessuno degli ospiti dell’hotspot è affetto dal virus.

Una buona notizia per il sindaco di Lampedusa, Totò Martello che, dopo l’allarme lanciato dal sindacato di polizia Fsp su possibili presenze di malati di Covid, ha parlato di “fake news” ed annunciato la presentazione di una denuncia per procurato allarme.

Due casi di Covid sono stati accertati invece nell’hotspot di Pozzallo, nel Ragusano.

Tutto ciò mentre una donna africana incinta, trasferita per accertamenti a Palermo, è stata trovata positiva al virus e portata all’ospedale Cervello dove pazienti, medici e infermieri verranno sottoposti al tampone per precauzione.

(foto da archivio)

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