Mestre, spacciatore senza arti inferiori, la droga nascosta nella sedia a rotelle

ultimo aggiornamento: 09/10/2015 ore 19:58

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Mestre, spacciatore senza arti inferiori, la droga nascosta nella sedia a rotelle

Nel pomeriggio di ieri 8 c.m., la Polizia di Stato ha denunciato a piede libero due cittadini tunisini che si sono resi responsabili di spaccio.

I Poliziotti del Commissariato di Mestre verso le ore 16.20, notavano un tunisino costretto sulla sedia a rotelle perché privo degli arti inferiori, portarsi all’interno dei giardini pubblici posti in Via Paolucci, a ridosso del cosiddetto quartiere “Cita”.


L’area è attrezzata con giochi per bambini, molto frequentata soprattutto nelle ore pomeridiane.

Il magrebino in questione, peraltro, ha una vicenda personale molto particolare per essersi reso responsabile nel 2007 del tentato omicidio della convivente e dei tre figli di lei. In seguito al folle gesto, dandosi alla fuga lungo i binari della ferrovia, si era nascosto sotto un convoglio. Tuttavia, il movimento improvviso del treno in manovra lo aveva investito tranciandogli gli arti inferiori e costringendolo su una sedia a rotelle.

Nel corso dell’osservazione, i poliziotti notavano che lo straniero sulla sedia a rotelle si avvicinava ad altro magrebino col quale iniziava parlottare.


Immediatamente dopo, i due stranieri si spostavano di alcune decine di metri, raggiungendo il perimetro sinistro di recinzione del parco, ove vi è un varco che conduce agli stabili del quartiere CITA.

Nell’occasione i due si incontravano con un tossicodipendente già noto agli operatori col quale effettuavano un ripetuto e vicendevole scambio tra le mani.

Piu’ precisamente si notava il tunisino in carrozzella consegnare qualche cosa all’altro magrebino che, a sua volta, la dava al tossicodipendente, ricevendo qualcosa in cambio, che veniva subito passata al magrebino in carrozzella.

Ritenendo, a ragione, di aver assistito ad un ripetuto scambio di droga, gli agenti procedevano a bloccare tutte le parti interessate.

In tal modo il tossicodipendente consegnava spontaneamente ai poliziotti due dosi di eroina, confermando l’acquisto effettuato in loco ed osservato dagli operanti.

Stante la flagranza del reato, si è proceduto poi, separatamente, alle perquisizioni dei due magrebini.

Nonostante l’atteggiamento fortemente ostile dell’invalido, che da subito iniziava ad inveire contro la Polizia operante, opponendosi a qualsivoglia forma di controllo, sia identificativo che fisico, i due venivano accompagnati in Commissariato grazie anche all’intervento di un’autolettiga della Croce Verde.
Il secondo straniero veniva trasportato con l’ausilio di una Volante della Questura.

I due venivano identificati per cittadini tunisini: l’invalido, E.K.S. dell’84; il secondo, B.A. del ’75.
Più volte lo straniero in carrozzella, anche per l’oggettiva difficoltà alla realizzazione della perquisizione, veniva invitato ad esibire quanto di illecito eventualmente detenuto, ma lo stesso categoricamente riferiva che non aveva nulla.

Solamente attraverso una minuziosa perquisizione, si aveva modo di rinvenire due involucri di nylon, di forma cilindrica, contenenti complessivamente 23 dosi di eroina, per un peso lordo di oltre 25 grammi, senza il perso dei due involucri.

La droga era abilmente occultata nella struttura della carrozzina, ovvero infilata nei due sottostanti tubi laterali, destro e sinistro di sostegno del mezzo, entrambi chiusi da tappo in gomma.

La perquisizione nel suo complesso permetteva di rinvenire anche un cellulare utilizzato per la pianificazione e cessione dello stupefacente e denaro provento della cessione di droga, tra cui quello consegnato dal tossicodipendente poco prima.

I due, su disposizione dell’A.G., sono stati denunciati in stato di libertà.

09/10/2015

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