Meningite, anche in Veneto richieste di vaccino aumentate drasticamente

Si stimano oltre seimila prenotazioni per i prossimi mesi che verranno utilizzati per rispondere in modo ampio alle esigenze di chi intende vaccinarsi contro la meningite

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Meningite, anche in Veneto richieste di vaccino aumentate drasticamente

Il pericolo meningite ha attraversato tutto il periodo delle festività e allarmato la popolazione.
Anche il Servizio Sanitario veneziano, ha cercato di arginare il sentimento di paura di tanti cittadini colpiti dalla minaccia di poter esser contagiati da una malattia che disarma solo nel pronunciarla.

Tante le telefonate ai medici di base, agli ospedali e infinite le richieste di vaccinazioni. Si stimano oltre seimila prenotazioni per i prossimi mesi che verranno utilizzati per rispondere in modo ampio alle esigenze di chi intende vaccinarsi, soprattutto delle famiglie con bambini, che sono quelle che richiedono comprensibilmente più informazioni e tutela.

L’Usl 3 Serenissima raccomanda una certa razionalità della domanda e di affidarsi al medico di base per valutare la reale necessità della vaccinazione. Allo scopo ha potenziato sedi e orari del servizio.
Il Dipartimento di Prevenzione dell’azienda veneziana ha deciso di dar risposta vaccinale alle duemila richieste aggiuntive a quelle che normalmente si effettuano ogni anno.

La casistica italiana dei casi di meningite, sembra, a giudizio del dottor Luigi Nicolardi, Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Usl 10 (Portogruaro, San Donà di Piave) non giustificare la paura collettiva, così come in realtà sta avvenendo, in quanto i casi di meningite vera e propria, che si sono verificati negli ultimi tempi, non sono superiori a quelli degli altri anni e assicura che la situazione è debitamente controllata, tanto da scongiurare effetti epidemiologici. In ogni caso la sua Usl provvederà a vaccinare 3500 persone fra adulti e bambini, tra gennaio e febbraio.

Tranquillizzano anche le affermazioni dell’Assessore Regionale alla Sanità Lucio Coletto, che condivide il pensiero e l’analisi del dottor Nicolardi, aggiungendo che la maggioranza dei casi registrati nei due ultimi anni riguardano la meningite da pneumococco, che non presenta caratteristiche di contagio e non richiede particolari profilassi sui contatti. In questo senso necessiterebbe forse una adeguata informazione per decongestionare l’irrazionale e pur legittima paura, per rinforzare la responsabilità individuale e dar vita ad una necessaria collaborazione nella prevenzione.

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