Meduse e Tracine in acqua: bagno in spiaggia sotto attacco

ultimo aggiornamento: 10/08/2015 ore 06:06

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meduse tracine spiaggia al mare nel bagno

Meduse e Tracine in acqua: al bagno in spiaggia possibilmente attrezzati con corsi di autodifesa. Mamme, papà e nonni in mare giocano coi bimbi scrutando attentamente tra le acque come novelli Superman con la vista a raggi X.
Cosa succede?

Meduse e Tracine (pesci ragno) nelle nostre acque di Venezia stanno rovinando la giornata di vacanza e più di qualche bagnante.
Non si può parlare di invasione, come qualcuno ha fatto per il mare di Jesolo e di Eraclea, ma di numeri in aumento tranquillamente sì.
Le meduse, a partire dalle giornate più calde di questa estate 2015, hanno cominciato a spingersi verso il bagnasciuga ed è diventato quasi normale vederle nelle acque poco profonde mentre si nuota.
Cosa fare, rinunciare al bagno con le temperature impossibili di questi giorni o “rischiare” la bruciatura?
Problema non semplice, soprattutto per chi ha bambini che non vedono l’ora di andare in acqua quando sono in spiaggia, e soprattutto perché le loro pelli sono più delicate di quelle degli adulti.
Le meduse rilasciano sostanze urticanti che provocano una reazione infiammatoria acuta caratterizzata da eritema, gonfiore, vescicole e bolle, accompagnata da bruciore e sensazione di dolore. Il tutto più o meno persistente a seconda della vicinanza del ‘contatto’.


E mentre i più previdenti si stanno dotando di spray repellenti anti-meduse acquistati in farmacia con cui ungersi prima di entrare in acqua (dei quali però nessuno può veramente giurare sull’efficacia) i bagnanti dei nostri lidi stanno facendo la conoscenza con un altro simpatico infiltrato nelle nostre vacanze: la tracina.
Tracina, o pesce ragno, è un ospite tipico del Mar Mediterraneo che si sta spingendo sempre di più verso l’Adriatico. Si muove sotto traccia, non bisogna calpestarla.
E’ capitato ad uno di noi, della nostra redazione, settimana scorsa.
In una spiaggia del Lido, il nostro si trova in un metro d’acqua con altri amici. Improvvisamente sente muoversi la sabbia sotto la pianta del piede. Neanche il tempo di spostarlo che avverte un dolore molto acuto che sembra aver attaccato l’esterno e i nervi interni del piede.
Fitte così acute che cammina a fatica per uscire dall’acqua. Gli viene incontro il bagnino che immediatamente fa il responso: tracina!
L’operatore consiglia di andare in pronto soccorso: antistaminico, cortisone, ma soprattutto antitetanica sembrano vivamente consigliati in questi casi. Il nostro eroicamente resiste (per non giocarsi il resto della giornata di vacanza) e si tiene il piede, nel frattempo gonfiatosi come una borraccia d’acqua piena, così com’è e il dolore passa dopo diverse ore.
Cosa era successo?
La tracina (o pesce ragno) ha un meccanismo di difesa (e di attacco) efficacissimo: aculei velenosi retrattili sul dorso che possono estrarre in una frazione di secondo.
Il dolore provocato dal veleno è molto forte, però contrariamente a ciò che suggerisce la logica durante questa sofferenza, raramente gli effetti sono veramente pericolosi per l’uomo. In qualche caso ci può essere nausea, vomito, tremori, svenimenti e giramenti di testa.

Alla fine?
Alle fine possiamo solo testimoniare da testimonianza diretta che se capita è dura non imprecare pensando che anche loro sono creature di Dio.

Laura Beggiora


09/08/2015

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