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lunedì 08 Marzo 2021
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Maxi valanga uccide 5 escursionisti in Tirolo

Maxi valanga uccide 5 escursionisti in Tirolo

Una valanga con un fronte di due chilometri non lascia vie di scampo. Quando si mette in movimento un intero pendio, la fortuna conta più dell’esperienza e di un’attrezzatura high tech.
Sul Wattener Lizum, nel Tirolo austriaco, dove una mega-slavina ha travolto 17 scialpinisti della Repubblica ceca, uccidendone cinque, è questo quello che è successo. E’ morto anche un cane labrador che faceva parte della comitiva.

I turisti si trovavano in Tirolo per un Freeride Camp, una sorta di corso di sci fuoripista, e volevano raggiungere il rifugio Lizumer Hütte. Si tratta di un’ampia valle di montagna, in una zona militare che però è di libero accesso per gli escursionisti. Le condizioni non sembravano proibitive: rischio valanghe marcato (grado 3 di 5) e un pendio esposto a nordest. Il gestore di un rifugio li mette comunque in guardia, ma non viene ascoltato.
Tutti gli scialpinisti della Repubblica ceca erano ben equipaggiati con Arva e zaino-airbag. Due di loro sono stati trasportati nella clinica universitaria di Innsbruck con ferite giudicate non gravi.

Gli scialpinisti stanno procedendo in due gruppi, uno formato da 12 e l’altro da 5 persone, quando verso mezzogiorno la slavina si stacca dalla forcella Junsjoch e inghiotte tutti e tutto quello che si trova sulla sua strada. Alcuni escursionisti riescono a “galleggiare” sulla neve e si salvano. Cinque di loro vengono però spinti sotto la neve e muoiono praticamente sul colpo. Un altro gruppo di scialpinisti, che si trova su un pendio vicino, lancia l’allarme. Si mettono in volo quattro elicotteri, tre austriaci e uno dal vicino Alto Adige.

Da Pontives, in val Gardena, parte infatti, su richiesta delle autorità austriache, l’elisoccorso Aiut Alpin Dolomites. Giunti sul posto i soccorritori italiani si mettono subito al lavoro. Sono situazioni che conoscono. Gli uomini dell’Aiut Alpin Dolomites sono infatti esperti di elisoccorso in montagna, con molti anni di esperienza. “La nostra squadra ha recuperato le salme di due uomini e di un cane, un labrador”, racconta dopo il verricellista Gino Comelli. “Con la slavina è venuto giù praticamente tutto il pendio”, aggiunge. “La prima vittima – spiega – è stata localizzata dal nostro cane di ricerca, la seconda con l’Arva”, ovvero l’apparecchio elettronico per la localizzazione di persone sotto la neve.

Mario Nascimbeni
07/02/2016

(cod scialpinisti)

(modifica 07/02/2016| 06.01)

Data prima pubblicazione della notizia:

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