Maxi sequestro della ‘Droga di Hitler’, era tra le spezie del Bangladesh

ultimo aggiornamento: 24/10/2017 ore 05:45

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Maxi sequestro della 'Droga di Hitler', era tra le spezie del Bangladesh

Buon esito per le indagini che hanno condotto al riconoscimento e all’arresto di uno spacciatore di sostanze stupefacenti particolarmente micidiali, grazie al nucleo antidroga dei Carabinieri di Mestre, che lo hanno individuato e trasportato in carcere.

Si tratta del bengalese Rahman Masudur Md, cinquant’anni, arrestato in flagranza di reato grazie ai carabinieri di Spinea e dell’aeroporto di Tessera, che da mesi controllavano i canali del traffico di una sostanza , la metanfetamina, detta anche ‘Yaba’ o la droga di Hitler, per meglio connotarne la pericolosità (era usata dai nazisti) e la sua capacità di influenzare e distruggere psicologicamente chi ne fa uso e da quell’assunzione viene trasformato in un individuo impazzito, aggressivo, privo di controllo, in grado di far del male a se stesso e agli altri.

E il tutto si aggrava se si considera, come affermano gli inquirenti, che quelle pasticche costano intorno ai 5 euro e vengono assunte proprio da lavoratori bengalesi, che nel Veneto sono molto numerosi, per reggere la fatica di orari di lavoro pesanti e insostenibili, che in un primo momento si sentono forti, ma successivamente ne rimangono vittime.

I carabinieri già lo scorso agosto avevano arrestato a Marghera un altro bengalese in possesso di 500 pastiglie di ‘Yaba’, e hanno seguito e indagato i percorsi, i viaggi dei trafficanti e spacciatori, comprendendo che la droga a Tessera arrivava dall’oriente e i soggetti identificati erano sempre bengalesi impegnati in continui viaggi di andata e ritorno che hanno insospettito a buona ragione e con buon esito, i militari dell’Arma.

Rahman Masudur Md risiede in provincia di Viterbo e ufficialmente fa il cuoco: il suo arresto è avvenuto in circostanze premeditate. Dopo un suo viaggio a Dacca, nell’est asiatico, dove si ferma per due settimane, ritorna a Tessera, i carabinieri si appostano nei parcheggi fuori dell’aeroporto, e controllano i suoi movimenti. L’uomo esce, si ferma in attesa dei suoi complici, ma viene bloccato e perquisito: dalle sue quattro valigie stracolme di sacchetti chiusi di generi alimentari impregnati di aromi al fine di confondere il fiuto dei cani antidroga, sbucano 2500 pasticche colorate, rosse, arancione e verdi, simili a caramelle, suddivise in nove pacchetti.

Da qui l’arresto immediato del bengalese, che a Istanbul, dove aveva fatto scalo l’aereo, proprio per quei forti odori sovrastanti aveva superato i controlli e ora dovrà spiegare chi lo approvvigionava, i paesi e gli spacciatori complici del traffico della metanfetamina.

Andreina Corso

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