Mauro Guerra, indagato il carabiniere. La ricostruzione dei fatti

ultimo aggiornamento: 03/08/2015 ore 12:57

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Mauro Guerra è morto mercoledì nel primo pomeriggio, in un contesto di tensione creato dal giovane che avrebbe dato in escandescenze, di ambulanze chiamate per ricoverarlo contro volontà, di un tentativo di fuga del giovane (un metro e novanta, culturista, per 130 chili) arginato da un carabiniere che viene aggredito, malmenato e mandato all’ospedale, e del suo maresciallo che spara per fermare l’aggressore. Prima in aria, poi alla figura.

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Mauro Guerra è morto a causa del carabiniere che ha sparato, ed ora arriva l’avviso di indagine per omicidio colposo dalla Procura di Rovigo.
Il maresciallo Marco Pegoraro, comandante della stazione dei carabinieri di Sant’Urbano, mercoledì è stato costretto a sparare al 33enne Mauro Guerra per impedirgli di infierire ancora sul brigadiere Stefano Sarto, già a terra (sospette lesioni craniche, frattura della mascella e alcune costole incrinate).

Il pm Fabrizio Suriano ha disposto l’autopsia e l’esame tossicologico sul corpo della vittima, intanto la famiglia del giovane body builder, assistita dagli avvocati Fabio Pinelli e Alberto Berardi, ha nominato un suo perito, Giovanni Cecchetto, che presenzierà agli accertamenti. Il maresciallo ha ottenuto qualche giorno di congedo, ma si tratta di una convalescenza, non di una sospensione dal servizio.

Sulla vicenda restano comunque ancora punti oscuri che devono essere chiariti. La ricostruzione dei militari racconta che Mauro da una settimana dava segni di squilibrio. Mercoledì Guerra si è presentato in caserma (conosceva tutti, era un carabiniere in congedo), per consegnare scritti farneticanti su Satana e leggi sataniche. A casa, dove ci sono il padre Ezio e il fratello quattordicenne, Mauro si spoglia e si scatena: grida, recita ad alta voce versetti della Bibbia e salmi, inveisce contro gli islamici, sbatte per terra e piega i bilancieri da 30 chili che usava per allenarsi. Arriva una pattuglia e il Suem: Guerra alla fine sembra convinto ad andare in ospedale.
Alle 15 esce per salire sull’ambulanza, ma prima chiede di andare in bagno e invece scappa verso i campi in mutande e calzini. Viene rincorso dal brigadiere Sarto, vistosi raggiunto Guerra gli salta addosso, gli mette le ginocchia sullo sterno e inizia a pestarlo su viso e testa. Quando arriva, Pegoraro vede Sarto che non dà più segni di vita, e spara due colpi in aria. Guerra alza il braccio per colpire ancora il brigadiere e allora il maresciallo spara a circa 2,5 metri di distanza. Il ragazzo è colpito ma continua a dimenarsi. Per immobilizzarlo e ammanettarlo ci vogliono quattro carabinieri. Mentre Mauro viene soccorso dai medici sopraggiunge un arresto cardiaco.

Mario Nascimbeni

31/07/2015

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