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europei non ha votato
In pratica: in Europa Matteo Renzi sta vestendo i panni di uno dei nostri prefetti, mentre l’Europa risponde e reagisce come i governanti locali. Cambiando la dimensione dei fattori, il prodotto non cambia.
Come volevasi dimostrare, per l’Europa il problema migranti-profughi è dell’Italia (perchè arrivano soprattutto da noi): e che l’Italia si arrangi.
Matteo renzi, verificata la totale insensibilità verso l’argomento, letteralmente le canta ai 28 leader Ue: «Se questa è la vostra idea d’Europa tenetevela. O c’è solidarietà o non fateci perdere tempo. Se volete la redistribuzione su base volontaria potete cancellare tutto. Faremo da soli».
I toni duri del premier indignato al Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo sono chiaramente un bluff, perchè l’Italia non può fare da sola, e non può più fare da sola, ma ha ragione nella sostanza perchè l’atteggiamento Ue fa indignare e arrabbiare.
Il confronto aspro si è concentrato, secondo le attese, sul ricollocamento dei 40 mila migranti richiedenti protezione internazionale approdati sulle coste italiane e greche, sull’obbligatorietà della solidarietà e delle «quote» di redistribuzione. Spagna e Gran Bretagna non vogliono l’obbligatorietà, mentre la Lituania, la Repubblica Ceca e la Slovacchia hanno insistito perché fosse chiaro che la ridistribuzione avvenga su base volonaria.
Cosi Renzi è sbottato: «Non accettiamo nessuna concessione. O fate un gesto anche simbolico oppure non preoccupatevi: l’Italia può permettersi di fare da sola». Aggiungendo: «è l’Europa che non può permetterselo».
Sul tavolo la disponibilità a redistribuire tra gli Stati i 60 mila migranti richiedenti asilo, una goccia nel mare della emergenza migranti-profughi.
Si pensi che circa 60.000 è il numero degli sbarchi da gennaio ad oggi avvenuto nelle nostre coste nel solo 2015.
Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha ribadito che «la nostra priorità dovrebbe essere quella di contenere l’immigrazione illegale».
I migranti-profughi vanno quindi accettati obbligatoriamente si o no? A quanto pare qui qualcuno non la racconta più giusta: o sono le nostre prefetture o è l’Europa.

Mario Nascimbeni

26/06/2015

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