“Matelda”, l’ultima opera dell’artista veneziana Cristiana Moldi Ravenna a Villa Maser

ultimo aggiornamento: 19/06/2019 ore 10:40

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"Matelda", l'ultima opera dell'artista veneziana Cristiana Moldi Ravenna a Villa Maser

L’opera di Cristiana Moldi Ravenna non poteva che affascinare nuovamente il pubblico che, numeroso, il 15 giugno è accorso nella palladiana Villa Barbaro di Maser del patron Vittorio Dalle Ore per l’inaugurazione di arte contemporanea “Casa di vita- Armonie del tempo”.

La curatrice, Simonetta Gorreri Casini dell’Associazione Culturale “Artlife for the world” in collaborazione con Giovanna Poggi Marchesi, ha ideato nello stile del museo diffuso, comprendente il giardino e il ninfeo, un percorso di installazioni di artisti internazionali realizzate con materiali sostenibili -questa la particolarità- in ambienti impreziositi dagli affreschi di Paolo Veronese.

Tra essi l’eclettica Moldi Ravenna -impegnata dal 1975 in una ricerca visiva attenta alla cultura femminile tramite disegni, fotografie, video e performance- che prende spunto dal pittore rinascimentale Paolo Caliari e dal suo affresco sulla donna- forse Matilde di Canossa- colta nell’atto di raccogliere sul monte Purgatorio dei fiori senza seme, con colori particolarmente luminosi, come scrive nel 28° canto il sommo Dante.

Il prodotto artistico, costituito da una forma tessile sferica, tipo un soffione, è di un tessuto leggerissimo color pesca e sorretto da giunchi inseriti in una base in legno, con strisce di carta roteanti dove si leggono i versi e avvolgenti un libro aperto della Divina Commedia.

“Lo chiffon -spiega l’artista veneziana- realizza il colore dell’Eden e l’atmosfera stessa di Villa Maser che suscita, in chi la visita, una sorta di appagamento e di pace interiore.”

Il manufatto è collocato in una sala della crociera, accanto al busto del conte Volpi di Misurata, il fondatore del Festival del Cinema di Venezia, che ristrutturò completamente la Villa, ora patrimonio dell’Unesco, dove morì lo stesso Palladio.

La mostra, aperta fino al 15 settembre, che si avvale del reportage fotografico di Oliviero Toscani e del team di “Fabrica” crea l’unione del presente e del passato con uno sguardo al futuro della Terra.

”L’arte -annota la curatrice- […] va oltre […] le guerre e le divisioni e resta nei secoli”: a voi l’invito per una visita speciale.

dott.ssa Antonella Bontae

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