Mancini, nuova rivoluzione all’Inter: di nuovo prima senza Icardi

ultimo aggiornamento: 01/11/2015 ore 10:28

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Mancini, nuova rivoluzione all'Inter: di nuovo prima senza Icardi

Mancini: nuova rivoluzione all’Inter. Dopo una campagna acquisti sconvolgente e stravolgente, parte contro la Roma con Kondogbia in panchina, rispolverando Nagatomo sulla fascia, mandando in soffitta Icardi.
Il Mancio non è certamente ne’ pazzo ne’ sprovveduto: alla fine vince, quindi ha ragione lui.

Decidono le paratissime di Handanovic e la scelta di schierare il tridente con Perisic, Jovetic e Ljajic. Ne escono il sesto 1-0 in campionato per i nerazzurri, la prima volta senza gol della Roma in 14 partite e il sorpasso in classifica.


La rivoluzione di Mancini all’Inter produce l’effetto di battere e sorpassare la Roma: fa valere ancora una volta la legge dell’1-0 (gol di Medel), vince si’ di misura ma questa volta con brio e intelligenza, conquista con merito la vetta della classifica con 24 punti.

L’Inter getta la maschera e si candida prepotentemente al titolo. San Siro esulta, esplode la gioia e inizia la festa in campo e sugli spalti.
Piange per la gioia Roberto Mancini (lui le definisce lacrime di stanchezza) che firma una vittoria dal sapore della svolta.

Alla fine arriva anche il bel gioco per i nerazzurri accusati di essere – almeno finora – poco brillanti, di vincere senza fare spettacolo, di essere cinici e forse un po’ troppo cattivi.


Critiche che fanno arrabbiare Roberto Mancini che risponde schierando una formazione inedita, senza Mauro Icardi escluso per le improvvide dichiarazioni di Bologna.

Icardi si era appena lamentato di giocare pochi palloni, di essere poco servito dai compagni e l’allenatore, dopo avergli fatto capire che può dipendere da lui in quanto non faceva i movimenti giusti, lo spedisce in panchina dove lui si presenta immusonito e di malumore: cappellino calato sugli occhi, in disparte rispetto agli altri.

Non e’ l’unica mossa a sorpresa: anche Kondogbia perde la maglia di titolare.
In attacco c’e’ un inedito trio: Ljajic, Perisic, Jovetic. Ripescati sulle fasce Nagatomo e D’Ambrosio.
La Roma si presenta a San Siro senza De Rossi. Garcia punta su Gervinho, Dzeko e Salah.

Si respira il clima delle grandi occasioni, stadio quasi gremito, sfida stellare.
Maicon si prende gli applausi del pubblico che non dimentica uno degli ultimi eroi del Triplete ma e’ l’Inter a fare la partita anche se le prime occasioni sono in favore dei giallorossi.

Gervinho si muove molto e corre tanto, Salah di testa non trova lo specchio. Piano piano i nerazzurri vengono fuori: Guarin addirittura prova a sorprendere gli avversari con un tiro impossibile dalla propria trequarti.
Dzeko al 15′ non riesce ad approfittare del bel traversone di Digne.

Un minuto dopo l’Inter potrebbe passare in vantaggio con Ljajic che riesce a consegnare a Brozovic, tiro insidioso sul quale Szczesny ci mette una mano.
Risponde la Roma al 23′ con una occasione propiziata da Maicon con un tiro a botta sicura, sulla ribattuta si avventa Dzeko ma D’Ambrosio gli toglie il pallone prima che accada l’irreparabile.

L’Inter e’ organizzata e macina gioco senza concedere molto. Salah lascia partire un gran tiro che centra l’esterno della rete, a seguire Jovetic cerca la conclusione da fuori.

Alla mezz’ora arriva il vantaggio grazie a Medel, l’uomo migliore dell’Inter dall’inizio della stagione, il piu’ determinato e umile, praticamente antitetico rispetto al viziato Icardi.
Il pitbull va a bersaglio da 25 metri, si prende l’ovazione di San Siro e riceve il giusto riconoscimento per il suo lavoro faticoso e poco appariscente.

L’Inter gioca bene, chiude i varchi, la squadra gira, ogni tassello va a posto. La Roma non decolla, Pjanic non gioca da leader, Gervinho e’ un cavallo pazzo, spesso imbizzarrito e le sue sgroppate non portano a nulla.

I giallorossi sono in difficolta’ anche se cercano di reagire con un’azione prolungata: al 43′ Maicon va al cross, Handanovic esce bene su Dzeko.
Il gol pero’ non arriva anzi l’Inter potrebbe raddoppiare grazie a un velenoso sinistro di Guarin.

Il secondo tempo si apre con Medel che non riesce a rimanere in campo, causa mal di schiena e viene sostituito da Kondogbia.

La Roma non riesce a essere incisiva: tanti tentativi, tutti a vuoto. Proteste inutili per un presunto retropassaggio di Nagatomo raccolto con le mani da Handanovic.
Sbaglia Salah che si mangia la rete del pareggio al 16′ con Handanovic bravo a chiudere di piede.

L’Inter non perde mai lucidita’ e controllo, giocano bene D’Ambrosio e Nagatomo che insieme a Murillo e Miranda arginano le folate offensive dei capitolini.
Handanovic soprattutto e’ in forma strepitosa e cala la saracinesca sulla sua porta, in quattro occasioni consecutive: al 16′ Florenzi tira dalla distanza, respinta del portiere nerazzurro che si oppone anche all’inevitabile tap-in di Salah.

La partita si inasprisce, cresce la tensione, qualche scintilla in campo. Entra Iago Falque al posto dell’evanescente Florenzi, poi Mancini sostituisce Jovetic con Palacio, lasciando ancora Icardi in castigo.

Gli equilibri non cambiano di molto: Manolas prova due volte di testa, Dzeko supera Murillo e conquista un corner.
Poi – al 28′ – arriva la mazzata definitiva per la Roma: doppio giallo- il primo per proteste, il secondo per fallo di mano) per Pjanic che si fa espellere. La partita e’ praticamente finita.

Ultimi fuochi con Brozovic che potrebbe raddoppiare, si fa sotto Salah, poi destro di Maicon sul quale Murillo rischia quasi l’autorete.
Perisic si produce in un travolgente coast to coast, tutto bene ma sbaglia al momento di trasformare.

Cinque minuti di recupero, l’Inter tiene e poi al fischio finale, si gode il primato. La Curva Nord sciorina uno striscione per Valentino Rossi ma non solo: “Solo gli interisti sono capaci di imprese straordinarie…”.

Sogna l’Inter ma non troppo, la rivoluzione di Mancini può portare qualsiasi risultato alla fine.

Mancini può godersi il primo posto in classifica, stemperando così il nervosismo dimostrato nel collegamento post partita con gli studi Mediaset Premium che troppo spesso lo hanno messo sotto accusa con livelli di critica che parevano gratuiti.

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