Maiali in autostrada. Grande esodo tra incidenti e ironie

ultimo aggiornamento: 09/08/2015 ore 08:40

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Maiali in autostrada. Tanti. Troppi. Circa 160 suini liberi per ore di scorrazzare per strada per ore al posto degli autoveicoli.
Solo dopo sette ore è arrivato il personale specializzato e il ritardo è stato dovuto al consueto italianissimo esercizio delle competenze: “Spetta a voi…”, “No, è competenza vostra…”.
Ci sarebbe da sorridere se non fosse che in ogni incidente stradale grave si piange una vittima.
Sonia Baiocchi, cinquantadue anni, ha perso la vita nel primo scontro dei due ravvicinati incidenti sull’Autosole in direzione di Bologna, tra Piacenza e Parma, tra le 23.55 e le 00.50 di ieri, tra i chilometri 100 e 102.

I due incidenti ravvicinati sono risultati determinanti per mandare tutto in tilt. La macchina di Sonia Baiocchi e del marito, ricoverato per traumi vari, è stata colpita dalla carambola successiva allo scontro di due camion; il Tir con i maiali si è ribaltato dopo un incidente con due altri camion e l’auto guidata da un papà, con al fianco la moglie e dietro la figlia di cinque anni, feritasi leggermente (in condizioni gravi il genitore, meno la mamma).


I maiali in autostrada hanno contribuito in maniera fondamentale a bloccare migliaia di automobilisti prigionieri di una coda durata dodici ore e quindici chilometri di lunghezza. Dodici ore drammatiche sotto il sole oppressi dalla temperatura di questo agosto. I soccorsi hanno distribuito diecimila bottiglie d’acqua, hanno prestato assistenza alle persone svenute per malori provocati dal caldo sopra i quaranta gradi.

Critiche e accuse affermano che si poteva e si doveva fare meglio sul fronte delle informazioni preventive: centinaia di automobilisti continuavano ad andare ad imbottigliarsi perché non avevano disponibili le informazioni con le deviazioni con anticipo. Così le ore di attesa e il caldo hanno tirato fuori il peggio dei comportamenti umani: tra urla e bestemmie c’era chi si arrampicava sulle reti per scavalcare, camminando sui campi delle proprietà private in cerca di chissacché, chi litigava, chi tirava giù la bici per provare a scappare su due ruote, chi se la prendeva con il governo, e via dicendo.

A metà pomeriggio, in avvicinamento a Fiorenzuola, ancora si rimaneva fermi; ugualmente rallentamenti c’erano sulle corsie opposte, verso Milano. Nulla in confronto a quanto successo all’alba nel pieno del caos quando, raccontano dalla Polstrada, la curiosità ha provocato code fino agli otto chilometri con incoscienti automobilisti che si sporgevano per fotografare col cellulare.


Redazione

08/08/2015

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