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lunedì 27 Settembre 2021

Addio Linea 3. Cacciari: Ma cosa vogliono questi veneziani?

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La “Linea 3” è andata. Morta e sepolta.
Quel simbolino azzurro che rappresentava la speranza di quelle poche decine di migliaia di persone che ancora si ostinano a voler abitare a Venezia, è scomparso.
Speranza in che cosa?
Nel fatto di godere ancora di qualche considerazione per gli amministratori pubblici, sempre più proiettati alle presenze, e quindi all’indotto turistico.
Nel fatto di poter finalmente salire su un mezzo pubblico senza spinte, senza dover far attenzione alle mosse di zaini ciclopici e pesanti trolley.
Nel fatto di non essere più ignorati dalle persone che, ammaliate dalla visuale, impediscono lo sbarco, e che spesso guardano brutto chi chiede di poter passare.
Nel fatto di non essere più costretti a viaggiare accanto a visitatori che riposano i piedi stanchi (a volte nudi) sul sedile di fronte.
La notizia non arriva però inaspettata.
Lo si doveva capire da quando il sindaco aveva fatto iniziare la promiscuità a bordo con uno scatto di nervi verso il marinaio vedendo un mezzo troppo vuoto.
Lo si doveva capire da quando i vertici ACTV hanno cominciato

a parlare di costi e conti in rosso.
Quello però che dimenticano di ricordare, è che l’attivazione della “Linea 3” era stata una delle cause degli ultimi aumenti degli abbonamenti (che sia prevista una riduzione ora?).
Hanno trascurato anche di parlarci dei costi di IMOB (che funziona come funziona) e dei costi della dotazione di palmari per il personale comprata 2 volte perché finita sott’acqua per l’incuria di non averla sistemata dove non poteva arrivare l’acqua alta.
La comunicazione da parte del sindaco è drastica: “Fine per scarso apprezzamento degli stessi utenti”, dimenticando però la poco manifestata volontà  di sabotare l’iniziativa dal principio da parte di tutti ad eccezione degli utenti.
Nata per fare finecorsa a San Marco, eliminando subito i fruitori residenti di Arsenale, Giardini, Sant’Elena e Lido, la linea si è vista dimezzare la frequenza subito dopo.
Con le corse ridotte a due all’ora un residente che arrivava in pontile ovviamente si serviva del mezzo “comune” per non aspettare mezzora.

I commenti della cittadinanza sono di consapevole fatalismo, accomunati nella dignitosa speranza che ci sia almeno un errore nelle dichiarazioni del sindaco riportate dal “Corriere“.
Cacciari, pensando di intensificare le corse della “Linea 1” avrebbe dichiarato: “Basterà ? Più di così non si può fare; che cosa vogliono ancora i veneziani? Il motoscafo sotto casa?».

Paolo Pradolin

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