Luigi Zanda, incontro affollato sul tema delle Grandi Navi a Venezia

ultimo aggiornamento: 11/11/2015 ore 17:28

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Luigi Zanda, incontro affollato sul tema delle Grandi Navi a Venezia

Passione e approfondimenti: questi i motori che hanno riempito ieri la Sala San Leonardo a Venezia.
Ospite d’onore l’onorevole Luigi Zanda invitato dai Circoli del Pd veneziano e nello specifico da quello di Cannaregio, coordinato da Marina Rodinò, che con la Nuova Municipalità presenziata da Giovanni Andrea Martini, ha affrontato il tema delle grandi Navi e del loro passaggio minaccioso sul tessuto lagunare e ambientale.

All’attenzione di una sala gremita e motivata alla partecipazione, soprattutto alla tutela della laguna (numerosa la presenza di esperti e competenti in sala in materia ambientale, in idraulica) anche il tema del lavoro legato alla crocieristica e alle attività portuali, due mondi che stentano ad incontrarsi, per la legittimità delle loro specifiche esigenze che sembrano viaggiare su binari paralleli, ma non sempre compatibili.


L’Onorevole Zanda, molto ha insistito sull’esigenza di tutelare la laguna, di salvaguardare il suo equilibrio e l’impatto ambientale. “I tre soggetti che devono garantire il rispetto della laguna sono: città regione e governo”, ha ribadito “le grandi navi non devono più passare per il Bacino di San Marco, le loro imponenti proporzioni sono incompatibili con la sopravvivenza della città e della laguna, provocano erosioni e danni definitivi alla fragile struttura che sostiene una città fatta di pietra, d’acqua, di fondali, che non può subire ulteriori violazioni”.

Un progetto governativo sembra orientato a far rispettare questi principi, ma quando e come, è la domanda che un po’ tutti i presenti si sono posti, forti anche delle loro competenze e degli sforzi che da anni mettono in campo per sensibilizzare sulla portata di un’inquietante realtà così vicina alla vita dei veneziani e alla loro quotidianità.

Luigi Zanda ha affrontato anche il problema del lavoro, che “non può essere ignorato e che però va sempre comparato con la valutazione ambientale, non ci sono scorciatoie possibili, l’elemento, l’anello di congiunzione fra le differenti esigenze deve essere la chiarezza, la compatibilità, non sono mondi separati e vanno esplorati con lo sguardo lungo e intenso di chi sa che l’unica strada possibile al futuro e al destino di Venezia è il confronto sui suoi bisogni e sulle sue condivise e possibili interazioni.


Andreina Corso

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