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Ha portato a significativi risultati l’operazione congiunta Guardia di finanza-polizia locale di Venezia denominata “Venice Journey”, avviata nel maggio del 2016, che aveva l’obiettivo di far emergere situazioni di irregolarità presenti nel mercato degli affitti turistici.

L’indagine, fino al 31 dicembre scorso, aveva già portato (grazie oltre che ad un costante controllo del territorio, anche alle segnalazioni dei cittadini e al monitoraggio di internet) all’individuazione di un consistente numero di soggetti in precedenza sconosciuti (circa 2.000) che operavano nella più assoluta illegalità.

Nei successivi mesi di quest’anno, i finanzieri ed i funzionari della polizia locale hanno poi avviato, tra l’altro, 35 ispezioni presso altrettante singole unità immobiliari precedentemente individuate.

Anche attraverso mirati questionari predisposti in diverse lingue, sono state acquisite dai clienti ulteriori ed importanti informazioni di dettaglio, necessarie per definire il perimetro delle attività economiche individuate e per contestare, ai proprietari degli immobili, le imposte di soggiorno non versate nelle casse del Comune di Venezia.

L’operazione “Venice Journey”, da quando ha preso avvio, ha consentito così di individuare circa 200 strutture completamente sconosciute al Comune di Venezia, ai cui proprietari è stato contestato il mancato versamento delle imposte di soggiorno.

Nel medesimo periodo, la banca dati dell’imposta di soggiorno del Comune di Venezia ha registrato oltre 2.000 nuove iscrizioni rispetto all’anno 2015.

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