Semi-lockdown in Veneto, cominciano Verona e Padova: “zone rosse”

ultima modifica: 23/10/2020 ore 07:41

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Semi-lockdown (o coprifuoco ‘spinto’ con chiusure ‘chirurgiche’) che arriva anche in Veneto. Verona e Padova per prime dichiarano “zone rosse” in cui vengono introdotte alcune prescrizioni ‘spinte’ sulla falsariga di quelle adottate in molti distretti di Parigi o in Gran Bretagna, definiti appunto semi-lockdown.
“La curva dei contagi sta salendo anche nella nostra città anche se il raffronto con altre zone del Paese, mostra una situazione meno pesante. Per questo, il nostro obiettivo è di intervenire preventivamente per sfruttare questo ‘vantaggio’ e circoscrivere le situazioni di possibile contagio” ha detto poche ore fa il sindaco di Verona, Federico Sboarina.


Il sindaco ha fatto il punto dell’emergenza sanitaria in una conferenza in streaming con il dg dell’Ulss 9 Scaligera, Pietro Girardi. “Tutto questo, come ripeto da due giorni, – ha aggiunto – per garantire la salute pubblica con interventi mirati e senza penalizzare, con chiusure generalizzate, le attività economiche locali. Stiamo procedendo con la mappatura delle zone più a rischio che verranno regolamentate con l’ordinanza che firmerò a breve”.
“Per quanto riguarda il trasposto pubblico locale

– ha detto il sindaco di Verona – è finito il periodo di monitoraggio iniziato con l’avvio delle scuole. Per rispondere alle segnalazioni degli utenti sono già 800 in più le corse aggiunte, ma dal 2 novembre sarà ulteriormente potenziato con altri 154 mezzi”.
Rispetto al pre-Covid restano in forte diminuzione gli abbonamenti, con un calo del 50%. Un dato che evidenzia il drastico impatto economico registrato Atv l’Azienda Trasporti Verona che, a fronte di minori entrate, sostiene oggi un importante incremento dei servizi messi in campo per limitare gli assembramenti sui propri mezzi, con una previsione di perdita di 15 milioni di euro per l’anno scolastico 2020/21.


Alla stretta del governo si aggiunge oggi dunque quella dei sindaci. Due nuove ordinanze restrittive sono in arrivo a Padova e Verona.
A Padova da oggi dopo le ore 21 sarà vietato consumare in strada qualunque tipo di bevanda (anche analcolica), mentre a Verona il Comune ha individuato zone rosse da chiudere per eliminarne gli affollamenti.

A Padova inasprito l’ultimo Dpcm che prevedeva come dopo le 18 non si potesse bere in piedi nemmeno nei locali. Ora una nuova ordinanza locale dice che dalle 21 non è più possibile bere niente, nemmeno un analcolico, all’esterno.
A Verona: Giardini, pezzi di Lungadige e piazzette solitamente luogo di ritrovo per giovani saranno off limits. Divieto di stazionamento sulla scalinata del palazzo in piazza Bra, maggiori controlli anti assembramento in piazza Erbe, fanno parte dell’elenco di nuove misure che scatteranno per l’ordine e la sicurezza pubblica.

L’elenco delle aree coinvolte

è in fase di completamento. Sarà competenza delle forze dell’ordine e degli agenti della Polizia Municipale effettuare i controlli. Il sindaco di Verona firmerà l’ordinanza questa mattina.
Si comincia così a contrastare duramente gli assembramenti a partire da sabato e domenica.
Se i dati dei contagiati dovessero continuare a salire il sindaco si dice pronto ad altre misure, come dichiarare zone rosse piazze, giardini e strade in cui potranno entrare solo residenti ed operatori per motivi di attività.

Verona, intanto, ha dato l’addio ufficiale ai consueti Mercatini di Natale in centro storico.

(foto da archivio: Arena di Verona, precedente a febbraio 2020)

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