L’invenzione della vita, quando il successo e il potere si impossessano di noi

ultimo aggiornamento: 16/11/2015 ore 17:25

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copertina l'invenzione della vita frassinelli

Uomo-donna, potere-asservimento, piacere-dolore, L’invenzione della vita, il nuovo romanzo della scrittrice francese Karine Tuil, edito da Frassinelli (pagg.350, 20€) si costruisce proprio seguendo il filo “elettrico” ed elettrizzante che allontana ed unisce gli opposti.

Ambizione: è il desiderio costante ed egocentrico di affermarsi e distinguersi. Lo sa bene Sam Tahar, il protagonista del romanzo, che è riuscito a diventare uno degli avvocati più famosi di New York e vive nel lusso, sposato con Ruth, un’ebrea ricchissima. Ha tutto, eppure c’è una nota stonata: Sam, per arrivare fin lì, ha scelto di cancellare le proprie origini. Il suo amore per Nina e l’amicizia con Samuel, sono due delle cose che si è dovuto mettere alle spalle vent’anni prima ed ancora lo affliggono…


Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto.” Così disse Oscar Wilde ed è anche la filosofia adottata da Sam. Per lui vivere è essenzialmente possedere (lavoro, casa, lusso, moglie), ciò che a poco poco però si rende conto di essere, è un uomo che esiste senza manifestare il proprio io.

L’impero che si è creato, gli amici, le persone che lo attorniano, la donna che ha sposato, sono solamente pezzi che si incastrano perfettamente in un’esistenza che non è la sua. Le sue origini, la sua religione, l’amore e la vera amicizia le ha infatti abbandonate per il successo e l’avidità di potere.

I suoi “amici”, Nina e Samuel, che non vede da vent’anni, conducono una vita completamente all’opposto: vivono insieme in una cittadina francese, lui assistente sociale lei modella per cataloghi di centri commerciali. All’apparenza sembrerebbero felici, per nulla gelosi del successo dell’ex amico, ma in verità nascondono i loro veri sentimenti anche a se stessi.


Baratro: abisso, voragine, luogo profondo e buio, di perdizione. Quella in cui sprofondano i tre personaggi, bugie, segreti, tradimenti, queste le macchie che tingono il triangolo amoroso e l’abilità dell’autrice sta proprio nell’aver saputo delineare i contorni e le varie sfaccettature dei protagonisti.

L’uomo e la donna sono succubi l’uno dell’altro, il meccanismo del potere e dell’asservimento diventa il motore della storia ed ognuno dei personaggi dimostra il suo modo di affrontare la situazione: l’ingenua ma sensuale Nina, sincera e brutale con il compagno è disposta però ad abbandonarlo, lui, un Samuel serio, arrabbiato, si sente sempre inferiore e il Christian Grey dell’avvocatura americana, Sam, deve tutto alla moglie, ma allo stesso tempo gioca e tiene in pugno l’amore della sua vita, Nina.

Sam, Nina e Samuel rappresentano un po’ tutti noi, uomo o donna, che nella vita commettono sbagli, fanno scelte e si ritrovano a dover andare avanti per mantenere il proprio status quo.

Un triangolo d’amore già visto e rivisto, L’invenzione della vita si rivela però un romanzo atipico sin dalle prime pagine. Spiazzante, immerge il lettore in un mondo che non è verità, che le cela e ne restituisce una visione moderna dell’attualità, di come sono le persone, di come il successo e il potere si impadroniscono dell’essere umano fino a stravolgerlo, a fargli vivere un’esistenza fasulla. Il romanzo fa riflettere e allo stesso tempo emoziona, grazie soprattutto alla profondità narrativa e alla capacità dell’autrice di scavare così intensamente nell’animo umano.

Alice Bianco

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Una persona ha commentato

  1. Grazie per la bellissima recensione di un romanzo davvero molto bello ed emozionante. Sono contenta che abbia suscitato in lei queste emozioni e spero faccia altrettanto nei lettori. E se succede questo, per me, che l’ho tradotto, è un grande successo, perché significa che sono riuscita a trasmettere in una lingua che non è quella originale la “profondità narrativa” e la “capacità dell’autrice di scavare così intensamente nell’animo umano”. E proprio per questo motivo è giusto che il traduttore non venga dimenticato e venga almeno citato. Grazie.
    Marina Karam – la traduttrice

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