Lettere. E’ Carnevale, il Comune di Venezia fa concorrenza sleale ai privati

ultimo aggiornamento: 17/02/2015 ore 09:32

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piazza san marco carnevale 2015 LARGE

In questi giorni di carnevale, le centinaia di migliaia di persone che visitano la città di Venezia possono fermarsi a bere e mangiare proprio nel cuore di Piazza San Marco grazie a un’iniziativa imprenditoriale che ha dell’incredibile.

L’improvvisata ristoratrice e barman è infatti la stessa amministrazione comunale che, attraverso la sua rete tentacolare di società partecipate, ha deciso di fare concorrenza sleale ai famosi Caffè e ristoranti della Piazza più elegante del mondo. A causa di ciò, più di qualche operatore ha dovuto ridimensionare il personale assunto o chiamato, come rinforzo, per il periodo clou.


L’iniziativa sa anche di beffa se si considera che lo stesso Comune di Venezia ha stabilito espressamente, con regolamento, che “Negli ambiti di tutela di cui al precedente articolo 10 non è consentito l’avvio di nuove attività né il trasferimento di sede di attività ubicate all’esterno degli ambiti medesimi” (art. 11 comma 1) e tra queste micro-zone tutelate c’è, ovviamente, l’area marciana (vedi allegato C).

Come si può leggere nella pagina web dell’evento carnevalesco, è stato allestito da EXPOVENICE S.p.A. (su incarico di Ve.La S.p.A. che gestisce il carnevale complessivamente) un palcoscenico per spettacoli teatrali con tanto di posti in platea (dotati di tavolino) e palchetti laterali che “dal 7 al 17 febbraio, nelle ore di pranzo e cena, … saranno luogo di degustazioni di prelibatezze della tradizione veneziana reinterpretati in chiave moderna, realizzati con i tipici ortaggi locali, con carni selezionate e soprattutto con il freschissimo pesce della Laguna”.

Dal menù esposto si può notare chiaramente che un caffè “comunale”, nel centro della Piazza costa, ad esempio, soltanto 1,50 euro mentre un succo di frutta 3,00 euro, uno spritz poco più.


Nei vari caffè sette-ottocenteschi (Florian, Quadri, Lavena), dove si paga profumatamente per disporre di un plateatico nel salotto più bello del mondo (cifre che si aggirano attorno ai 30-35 mila euro), il caffè al tavolo costa fra gli 8 e i 10 euro (con o senza musica dal vivo).

In pratica, trent’anni di governo del centrosinistra in laguna hanno portato all’instaurarsi di una sorta di “economia pianificata socialista”: il Comune cioè, e le sue municipalizzate, si è insinuato in ogni settore produttivo della città anche se non se ne sentiva affatto il bisogno come nel caso sopra descritto. E spesso i risultati economici sono stati piuttosto scadenti: basti pensare al fallimentare esperimento del Vaporetto dell’Arte. Nel caso specifico sembra, peraltro, che si arrichisca un gruppo di imprese private, scelto apparentemente senza gara, e che il Comune non ci guadagni poi granché.

Il candidato Sindaco del M5S, Davide Scano, ha dichiarato a tal proposito che: «al governo del Comune, ci impegneremo ad attuare il vecchio slogan “meno Stato, più Mercato” opportunamente adattato alla realtà lagunare. Il Comune deve fare il suo mestiere, non l’imprenditore. Se vi sono politici con la fregola di fare business, lo facciano pure ma non rischiando denaro pubblico e danneggiando l’economia privata».

Alberto SCARPA
Consigliere di Municipalità Mestre-Carpenedo

Gruppo di Lavoro BILANCIO E PARTECIPATE
Movimento 5 Stelle – Comune di Venezia

[17/02/2015]

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