Lettere: 10 marzo 1959, la popolazione tibetana si ribella all’oppressione

ultimo aggiornamento: 12/03/2015 ore 07:25

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Il 10 marzo 1959 la popolazione tibetana insorse contro l’occupazione militare cinese; la brutale repressione che ne seguì provoco’ più di 87.000 morti, che si vanno ad aggiungere alle tante altre vittime causate dal brutale genocidio fisico e culturale ancora drammaticamente in atto nel Paese.

Distruzione dell’ambiente naturale, soppressione della lingua tibetana, discriminazioni e arresti arbitrari, condanne a morte, torture, urbanizzazioni forzate dei nomadi che si assommano all flusso ininterrotto di coloni cinesi ….: una tragica realtà a cui si aggiungono le autoimmolazioni con il fuoco (143 tibetani quasi tutti morti, qualche giorno fa una donna di 40 anni), disperato gesto di donare la propria vita per la libertà, di fronte ad un silenzio condizionato dalla grande potenza economica e politica della Cina.

Il 10 marzo vuol essere quindi in tutto il mondo una giornata per non dimenticare, per continuare a lottare per la libertà è l’auto determinazione di quel popolo.


Anche a Venezia, nel Ponte di Rialto, come in tanti altri ponti d’Italia, abbiamo voluto far sventolare la bandiera tibetana. Un esule la porterà tra i campi e le calli della città. In allegato le foto.

Venezia ha un forte legame con il Dalai Lama, guida spirituale del popolo tibetano e Premio Nobel per la Pace, gli ha dato qualche anno fa la cittadinanza onoraria: chiederemo alla nuova Amministrazione Comunale gesti concreti di vicinanza e solidarietà verso il popolo tibetano e il suo grido di dolore.

Cristina Romieri
(dell’Associazione Italia-Tibet)


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