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sabato 15 Maggio 2021

“Presidente zaia, le linee guida per i sospetti Covid-19 hanno grossi problemi di attuazione”. Lettere

HomeBambini"Presidente zaia, le linee guida per i sospetti Covid-19 hanno grossi problemi di attuazione". Lettere

Il pericolo di 'perdere' una figlia perché indigente: la battaglia di una famiglia veneziana per tenere la bambina

Lettera aperta.

Alla c.a. del Presidente della regione Veneto.

Gentile Luca Zaia,

sono Alessandra Basso, mi occupo da anni di filosofia della scienza a livello internazionale e sono la mamma di due splendidi bambini di uno e quattro anni. Vivo in Veneto e le scrivo a proposito delle linee guida che la regione ha emanato sulla gestione della situazione sanitaria negli asili e nelle scuole dell’infanzia.

Mi occupo per lavoro di metodologia scientifica e del rapporto tra scienza e politica, e come mamma sono molto attenta alle decisioni che vengono prese riguardo gli ambienti educativi e collaboro con la seguitissima pagina di Pillole di Ottimismo lanciata da Guido Silvestri. Da cittadina della nostra regione ho avuto modo di apprezzare l’intelligenza con cui si è cercato un equilibrio tra le esigenze di sicurezza di tutti (e specialmente dei più deboli) e le esigenze di tornare a una vita lavorativa normale.

Sono la prima, come penso tutte le mamme, a volere per i miei figli, per i loro compagni e per le loro insegnanti un ambiente sicuro all’asilo, in cui tutti possano crescere e lavorare con la massima serenità. Credo anche che la sicurezza a scuola sia il presupposto fondamentale per il buon funzionamento di questo servizio ai bambini e alle loro famiglie. Non c’è bisogno che le dica che senza asili nido noi mamme non possiamo lavorare, e che questo è un problema enorme per tutta la nostra società.

Le scrivo per dirle che le linee guida regionali per la gestione dei sintomi sospetti Covid-19 presentano a mio parere dei grossi problemi di attuazione nella pratica quotidiana e, così come sono, rischiano di creare gravi disagi alle famiglie e ai bambini. Come tutte le mamme e le educatrici sanno benissimo, la frequenza dei sintomi come raffreddore, naso che cola etc. nei bambini 0-6 è altissima e nella stagione invernale è quasi quotidiana.

Immaginare una scuola dove basti questo ad allontanare il bambino e tenere la mamma o il papà a casa dal lavoro fino ad un tampone negativo crea una situazione che risulterà insostenibile per due ragioni: nella pratica comporterà una sorta di quarantena intermittente per i piccoli, privandoli di un bene prezioso come la socialità scolastica e impedirà alle mamme di lavorare. In più comporterà un aggravio non indifferente del sistema dei tamponi, che proprio grazie alle scelte lungimiranti della sua amministrazione hanno impedito in Veneto scenari tragici.

Altri stati europei e altre regioni italiane sono andati in direzioni diverse, limitando il tampone e le misure restrittive nei bambini piccoli a sintomi respiratori gravi. Oggi è uscita una nostra Pillola su Facebook dove mostriamo che i dati epidemiologici finora pubblicati riguardo i bambini sono concordi nel suggerire che questi hanno una minore probabilità di infettarsi di Covid-19 e di trasmetterlo agli altri, e cerchiamo di spiegare perché secondo noi i benefici legati alla frequenza scolastica superano di gran lunga i rischi (facebook.com/pillolediottimismo/posts/174577090949437).

Le rivolgo perciò un appello da mamma e da scienziata in questo inizio del nuovo anno scolastico perché si apra un dibattito sulle linee guida regionali per la gestione dei sintomi para-influenzali, affinché possiamo trovare insieme una soluzione che permetta ai bambini di vivere serenamente, agli operatori della scuola di lavorare in sicurezza, a noi mamme di conciliare la maternità e il lavoro per una società più giusta e un’economia più solida, nel nome del buon senso che ha ispirato finora la Sua gestione della crisi.

Grazie per l’attenzione.

(foto da archivio)

Data prima pubblicazione della notizia:

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