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Al Matteo delle fotografie reperibili su Internet, con il fucile in una; con il vangelo e il rosario nell’altra; con la ruspa nell’altra ancora, ricordo il trattato UE (mai strafare) e la pazienza cinese: la legittima difesa non legittima il tiro al bersaglio.

A Matteo Salvini ricordo: la legittima difesa non legittima  il tiro al bersaglio.

C’è un po’ di saggezza orientale nel Trattato UE: l’azione della Comunità non può andare più in là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi posti dal Trattato (art. 5). Tradotto: il legislatore non deve strafare.

Similmente recita il proverbio cinese: se hai un nemico siedi sulla riva del fiume e aspetta, un giorno vedrai passare il suo cadavere. Ovvero: abbi pazienza, i malvagi non sono immortali.

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Se fossi coerente dovrei ricordare Gandhi: occhio per occhio rende il mondo cieco. Ma non so agire come suggerisce Matteo (5, 38-41): come i “gentili” di allora (alias i pagani) solo talvolta resisto al malvagio; se qualcuno mi percuote, vorrei però non so porgergli l’altra guancia; a chi mi vuol togliere la tunica, quella lascio, ma non il mantello.
Non sono un mite. Infatti nel sogno (I have a dream), a chi offende i bambini, acclarata la colpa, subito metto la pietra al collo e lo scardinalizzo.

Ma a chi è meno mite di me, all’ altro Matteo (Salvini), al Matteo delle fotografie reperibili su Internet, con il fucile in una; con il vangelo e il rosario nell’altra; con la ruspa nell’altra ancora, ricordo il trattato UE (mai strafare) e la pazienza cinese: la legittima difesa non legittima il tiro al bersaglio.

PAOLO ANGELO NAPOLI
Bovezzo (BS)

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