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martedì 30 Novembre 2021

Legge sul Biotestamento, legge di civiltà

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Buongiorno,

Sono personalmente contento che sia stata approvata una legge di civiltà e una battaglia di libertà e laicità per il diritto all’autodeterminazione quale è la legge sul biotestamento per normare la possibilità di esprimere in anticipo, in piena coscienza e con capacità di giudizio e ponderazione quali trattamenti medici ricevere in caso di malattie gravi.

Ancora una volta la Costituzione della Repubblica Italiana è il nostro faro, quando all’articolo 32 dice che “[…] Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.” Ed è proprio questo il tema cruciale, pur in un tema delicato che richiede cura e rispetto: il diritto all’autodeterminazione che porta con sé la forza della dignità e la tutela di essa. E trattandosi, appunto, della dignità e libertà dell’essere umano non è possibile affermare né pensare che questa legge si occupi dei morti e non dei vivi: nulla di più sbagliato.

E poi sono orgoglioso del Comune di Spinea che già nel 2013, grazie soprattutto alla volontà dell’assessora Mainardi, si è dotato di un registro delle Dichiarazione Anticipata di Trattamento (DAT) per esprime anticipatamente, e gratuitamente, la propria volontà rispetto ai trattamenti medico-sanitari ai quali desidera o non desidera essere sottoposti grazie al quale, ben 123 persone ad oggi, hanno espresso il proprio volere.

Inoltre il Comune di Spinea, nel 2015, ha aderito a “Una Scelta in Comune” con la quale permette, in ottemperanza alla legge 25/2010 e nel decreto legge 98/2013, al rinnovo della carta d’identità la dichiarzione di volontà di donazione di organi e tessuti al decesso, che viene segnata sulla Carta e trasmessa al Sistema Informativo Trapianti, la banca dati del Ministero della Salute che raccoglie tutte le dichiarazioni rese dai cittadini maggiorenni per dare al cittadino la facoltà di esercitare il proprio diritto all’espressione della volontà sull’argomento, con una semplice dichiarazione scritta di consenso.

Ancora una volta, di fronte a pregiudizi, ostruzionismi, ignoranza, si dimostra che il Paese è più avanti.

Giovanni Litt

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