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Il governo ha presentato ieri sera in Senato il maxiemendamento «interamente sostitutivo» della legge di Stabilità. Sul documento il ministro Maria Elena Boschi ha subito chiesto la fiducia, e le votazioni sono iniziate alle due di notte.
Alla fine il Senato ha votato la fiducia posta dal governo sul maxiemendamento alla legge di Stabilità. I voti favorevoli sono stati 162, i no 37, nessun astenuto.

Si è trattato di una votazione sofferta con diversi schiamazzi, urla della Lega Nord, di Sel e del M5S, richiami all’ordine del presidente Pietro Grasso, e con Forza Italia che ha abbandonato l’aula.
Ora la manovra torna alla Camera per l’approvazione definitiva da parte del Parlamento.

Nel testo del documento sono dunque confermati il congelamento della Tasi per il 2015, che non potrà salire oltre il 2,5 per mille, e del Canone Rai, il credito d’imposta del 10% sull’Irap per i lavoratori autonomi che non hanno dipendenti, e che dovrebbe riguardare quasi un milione e mezzo di piccole partite Iva.

Chiusura delle Province. Fondamentale la parte che riguarda il personale delle Province, che da giorni, temendo tagli selvaggi, sta occupando sedi in mezza Italia. Per le Province montane e di confine il taglio del personale sarà del 30 e non del 50%.
I dipendenti delle Province manterranno il posto di lavoro per due anni e scatterà il ricollocamento in altre amministrazioni. Solo dal 2017, per chi non avrà trovato un posto, partirà la mobilità, con l’80% dello stipendio.

Il sottosegretario alla Presidenza, Graziano Delrio, ha spiegato che «il personale delle Province non rimarrà per strada, ma verrà riassorbito con il blocco di tutte le assunzioni in tutte le amministrazioni dello Stato».

Pellet. Nel maxiemendamento sono confermate misure come l’aumento dell’Iva sul pellet da riscaldamento, l’esclusione dell’Expo dall’obbligo delle gare Consip, e il finanziamento ad Italia Lavoro, di cui il M5S chiedeva la cancellazione.

Mario Nascimbeni

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