Le Sette Sorelle – Ally nella tempesta

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Ally nella tempesta

Lucinda Riley è tornata con il secondo capitolo della saga delle “Sette Sorelle” e il suo “Ally nella tempesta“, edito come sempre da Giunti, è ancora più riuscito del precedente. Forti emozioni, dolori, attese, scoperte ed un viaggio nel passato così reale e vivido da lasciarci senza fiato e con qualche lacrima, portano questo secondo libro ad un livello successivo.

Distesa al sole di uno yacht in mezzo all’Egeo, la giovane Ally, velista esperta, sta vivendo uno dei momenti più emozionanti della sua vita: l’intesa professionale con il famoso skipper Theo Falys-Kings si è da poco trasformata in un amore appassionato. Ma la loro felicità viene bruscamente interrotta dalla notizia della morte di Pa’ Salt, il magnate svizzero che ha adottato Ally e le sue cinque sorelle e che ha lasciato a ciascuna una serie di indizi per mettersi sulle tracce del loro passato. Ally è troppo sconvolta per esaudire la volontà di suo padre; vuole solo abbandonarsi nelle braccia di Theo e ritrovare un po’ di serenità: non sa però quello che sta per succederle, né sa che presto dovrà gettarsi nella lettura del volume lasciatole da Pa’ Salt, la burrascosa stioria di Anna Landvik, una cantante d’opera norvegese che nella seconda metà dell’Ottocento divenne la musa del compositore Edvard Grieg. Ed è proprio nella gelida e romantica Norvegia che Ally dovrà scoprire cosa la lega a questa donna misteriosa.

Spiegate le vele, inspirate profondamente e lasciatevi cullare dalle note sinuose sotto forma di parole che Lucinda Riley ha sfornato per voi in questo secondo affascinante capitolo. Dopo Maia, a prendersi un pezzo del nostro cuore ci pensa Ally, una donna forte nella sua fragilità, che riesce a superare dolori inimmaginabili riscoprendo il suo primo amore: la musica. “Ally nella tempesta” è un libro alquanto catartico, che spinge il lettore ad affrontare le proprie paure e difficoltà attraverso la vita non solo della protagonista, ma anche attraverso le esistenze dei personaggi del passato da Anna a Pip, passando per Karine, Jens e Lars. Ogni loro dolore e ogni loro modo di affrontare una perdita piuttosto che una sconfitta, lasciano il segno nel lettore che troverà una spinta in più anche nella propria esistenza.

Ally è forte e fragile, è il simbolo delle donne di oggi, è la voce che permette alla Riley di parlare anche di femminismo, di un mondo governato dagli uomini dove le donne devono faticare il triplo per dimostrarsi in grado di far certi lavori (musicista tra fine ‘800 e metà del ‘900, velista ai tempi nostri). Una “polemica” velata, assolutamente necessaria, che riesce a portare all’attenzione di questo tema in maniera quasi inconscia, ma ferma.

Nonostante alcune svolte prevedibili che non minano assolutamente la riuscia complessiva dell’opera, “Ally nella tempesta” è un’opera sentita, emozionante, che ci porta indietro nel tempo in una Norvegia che poco viene raccontata nei libri e nei film. Preparatevi a fare di nuovo le valige per questo magnifico viaggio tra i fiordi e il superamento del dolore. Non ne rimarrete delusi.

Se volete leggere la recensione del primo libro, cliccate QUI

Sara Prian

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