Le scuole riaprono? Probabilmente, ma forse martedì. Il problema del personale ATA

ultimo aggiornamento: 29/02/2020 ore 08:05

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le scuole riaprono no lunedì martedì

Le scuole riaprono? Se non arrivano contrordini, pare automatico dato che l’ordinanza di chiusura va verso il suo naturale esaurimento. Ma…

Intanto le scuole non saranno riaperte in Lombardia per decisione del presidente della regione lombarda. Si è saputo ora. E se è vero che si stava andando verso un regime di normative uniformi…


Le scuole, inoltre, dovrebbero riaprire dopo un’eventuale sanificazione? Perché pare che anche questo stia diventando un problema non da poco.

Andiamo con ordine. Mezzanotte di domenica è il termine del periodo di efficacia della nota ordinanza n. 1 a firma Speranza – Zaia, quindi se non arrivano ulteriori provvedimenti, bambini e ragazzi del Veneto con cartelle e zainetti pronti.

L’auspicio è che “lunedì possano riaprire le scuole del Veneto – ha precisato il governatore Luca Zaia – ma io posso parlare solo della mia Regione. Non mi permetto di dare indicazioni sulle situazioni. Ma penso sia ragionevole che tra oggi, massimo domani, si dica cosa vogliamo fare. Bisogna dare indicazioni chiare” a famiglie e cittadini “ma nel rispetto delle valutazioni scientifiche”, continua Zaia.


“In Lombardia la situazione è diversa per certi aspetti perché hanno molti più pazienti complicati”, rispetto al “Veneto dove la situazione, al momento, è assolutamente sotto controllo”, ha detto più tardi il governatore del Veneto rispondendo ai cronisti in merito alla decisione del presidente della Regione Lombardia di volere ritardare la riapertura delle scuole.

C’è quindi una “situazione in continua evoluzione” e “dobbiamo adottare un’ordinanza che poi si cali nei singoli territori ma che preveda una uniformità di pensiero e ovviamente di azioni”.

Un’ordinanza, ha aggiunto Zaia, il più possibile uniforme per tutti, senza prescindere “dal fatto che l’Istituto superiore di Sanità deve darci delle indicazioni”.

Il provvedimento controfirmato dal ministro della Salute Roberto Speranza “scadrà domenica sera alle ore 24. Se non si farà nulla – ha fatto sapere Zaia – si tornerà alla totale normalità”. Per non riaprire gli istituti scolastici, ha concluso, “ci vorrà un’altra ordinanza restrittiva”.

Nessuno, però, pare affrontare il problema della sanificazione dei locali, il che dovrebbe essere di norma dopo una chiusura forzata.

Nel merito, la Usr Cisl Veneto fa sapere:
“Ci giungono molte segnalazioni da tutto il Veneto e in particolare dal veronese , che istituti scolastici privati avrebbero fatto forti pressioni verso i propri dipendenti affinché procedano con la sanificazione dei locali, prevista per rendere agibili le scuole in vista della loro riapertura di lunedì, tra domani e dopodomani (sabato e domenica, ndr). Così avviene , anche se in misura minore, negli istituti pubblici con chiamate al lavoro del personale ATA da parte dei dirigenti scolastici. Questo significa far compiere un atto illegale al personale, vista l’ordinanza di Regione Veneto e Ministero della Salute. I lavoratori sarebbero così passibili di denuncia e lavorerebbero senza copertura assicurativa. Invitiamo tutti i responsabili delle scuole a rispettare l’ordinanza in attesa che le autorità regionali e nazionali trovino una corretta soluzione al problema”.

Da quello che ne si evince, quindi, ammesso che venga confermata la riapertura della scuole di ogni ordine e grado per lunedì, i primi e unici a potervi accedere sarebbero i membri del personale ATA per le sanificazioni, essendo una violazione dell’ordinanza eseguirle prima.

Alunni e studenti, pertanto, ritornerebbero sui banchi martedì.

aggiornamento di sabato 29/02/2020 ore 08.00

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