Lo scrittore veneziano Tiziano Scarpa ritorna a far parlare di sé con la sua nuova uscita, da oggi in libreria, ”Le nuvole e i soldi” (Giulio Einaudi Editore, pagg. 128, €11,50). Una raccolta di poesie con la quale l’autore si allontana per la quarta volta dalla prosa e decide di esprimere il suo vero Io con versi poetici.

Attraverso terzine ed endecasillabi, omaggiando gli antenati, le parole e il linguaggio, con ”Le nuvole e i soldi”, Tiziano Scarpa ricerca la concretezza delle esperienze reali. Suddivide la raccolta in temi e affronta in versi, le varie fasi della sua vita di scrittore, ma con uno sguardo particolare anche alla Terra, al mondo e alle difficoltà che deve affrontare l’essere umano (povertà, la poca natalità, la cronaca ecc).

”Nel cimitero della mia città/ vengo a rubare i fiori. /Non li darò a una donna. / Non sono per nessuno. / Con gli occhi bassi, li offro/ alla parola amore/ che ho imparato dai morti/”, inizia cosi una delle poesie raccolte. Secondo Tiziano Scarpa, tutto sembra aver origine da qui: le parole nascono da sottoterra, sono i morti che ce le hanno consegnate.

È proprio alle parole che l’autore, nell’ultima parte della raccolta, dedica numerosi versi. Le personifica, tant’è che sembrano loro stesse ad aver composto le poesie e come le descrive, hanno un cuore (l’accento) e in loro scorre sangue (il significato).
Sono dentro alla sua testa, sembrano quasi essersi impossesate di lui e l’autore è asservito a loro, che domandano di essere usate.

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Sembra quindi che a ”mover il cielo e l’altre stelle”, sia il linguaggio non l’amore, come disse Dante. Ed è proprio grazie alle parole che Tiziano Scarpa mette in scena i suoi ricordi, o meglio, le peripezie e disavventure che hanno attentato alla sua vita! Ed è soprattutto nella prima parte della raccolta, che si ritrova l’animo divertente che caratterizza molte delle opere dell’autore veneziano.

Animali che si immolano a figure retoriche, uomini inseguiti da oggetti misteriosi, la morte che assume ruolo di musa, nonché di massima espressione del piacere umano (la petite morte): Tiziano Scarpa non fa mancare niente al lettore, lo fa volare con la fantasia, stando però ben ancorato a terra.

Alcune delle poesie sono state scritte alcuni anni fa riportano la data o si riferiscono a fatti accaduti nel passato, altre invece sono attuali, unite insieme da un fil rouge che è la parola stessa. Il lettore potrà facilmente immergersi volendo assaporare tutte le poesie in una volta, ma è giusto anche soffermarsi e riflettere, per una raccolta di poesie che si rivela specchio della realtà quotidiana e testimonianza di vita umana.

Alice Bianco
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Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

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