21.9 C
Venezia
giovedì 23 Settembre 2021

Le lacrime dei bambini. Di Andreina Corso

HomeIl PuntoLe lacrime dei bambini. Di Andreina Corso

Le lacrime che dicono. Una ragazza e un bambino.
Le lacrime di Kabul (omaggio a Gino Strada): Roma: ecco l’opera di Street art di Laika
L’opera ci dice:
Ci dice che nella notte di Ferragosto a Roma, si è rivelata una nuova opera della Street Artist Laika dal titolo: Le Lacrime di Kabul (Omaggio a Gino Strada).
“L’opera raffigura un bambino afghano con delle bende sulla testa e sull’occhio destro che si rivolge a Gino Strada e dice di avere paura. Il bambino piange, le sue lacrime hanno il colore della bandiera afghana e rappresentano la sofferenza del suo popolo. La paura di un futuro pieno di altre violenze e sofferenze.” 
All’interno del poster ci sono numerosi riferimenti al fondatore di Emergency, cui Laika vuole rendere omaggio. Chiara appare la volontà da parte dell’artista di comunicare le sue preoccupazioni riguardo la presa dell’Afghanistan da parte dei talebani. Le stesse preoccupazioni che Gino Strada ha raccontato nel suo ultimo articolo, pubblicato proprio il giorno della sua morte.

“Nessuno più di Gino Strada può avere avuto idea di ciò che è stata la vita in Afghanistan negli ultimi vent’anni”, dichiara Laika. “Un paese nel quale ha vissuto in totale sette anni della sua vita e che oggi torna a essere al centro dell’attenzione internazionale come totale fallimento degli Stati Uniti e dei paesi NATO, compresa l’Italia. Non posso immaginare – prosegue l’artista – cosa stia vivendo quel popolo in questo momento, però so che in Afghanistan non potranno più contare su un uomo che per quel paese ha dato tanto e che ha regalato al mondo un’organizzazione come Emergency che, nella sua storia, ha curato gratuitamente più di 11 milioni di persone.

Gino Strada è un uomo dalla parte giusta della Storia e tutti noi non possiamo che dirgli grazie”. 
E poi le lacrime disperate e pur sommesse di quella bambina, che hanno trafitto la coscienza di noi, che ci diciamo umani. E le sue parole:” Non contiamo nulla perché siamo nati in Afghanistan“. Così, con un pianto disperato, lei, ragazzina afghana invoca attenzione dopo la presa di Kabul da parte dei talebani, che hanno dichiarato l’Emirato Islamico di Afghanistan. “A nessuno importa di noi, moriremo lentamente nella storia” prosegue la ragazza, in lacrime adulte, lacrime che hanno già conosciuto la sofferenza, occhi che hanno visto tutto, uccidendo l’infanzia e l’adolescenza di giovani vite. Il video sta facendo il giro dei social, come simbolo della paura soprattutto di donne e bambine afghane per il ritorno dei talebani vent’anni dopo. E anche per questi difficili vent’anni.

Sarà importante capire se quelle lacrime del bambino ferito che si affida a Gino Strada e gli dice:” Gino! Ho paura!” e le lacrime della bambina di Kabul, ci importino davvero o se invece non si disperdano nel tempo di un click. La paura di questi bambini ci appartiene? La violenza che fa arrossire d’orrore la terra, ci riguarda? Eppure ci sono uomini e donne che fanno la differenza, che offrono la fatica e l’impegno con la serena convinzione di fare la cosa giusta. E quando muoiono, il vuoto è grande. E poi ci sono quelli che hanno l’ardire di criticarli: ma si sa che ognuno mette a disposizione quel che ha. I Grandi, il cuore e la dedizione, la modestia, i piccoli, l’ignoranza, l’arroganza, l’indifferenza.

Andreina Corso

Copyright 2021: www.lavocedivenezia.it .
Tutti i diritti sono riservati.
Duplicazione vietata. Condivisione consentita.

Data prima pubblicazione della notizia:

Condividi la notizia, potrebbe interessare agli altri:

3 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Non è vero che in medio stat Virtus.Non avremmo i grandi uomini cominciando da Gesù Cristo. L uomo che ha detto le parole più belle del mondo è stato crocifisso. Sembra quasi una maledizione che pende sulle nostre teste, la maledizione della disobbedienza a Dio

  2. Cara signora Andreina,
    può essere che lei sia un tantino di parte?
    Vorrei solo dirle che per quante persone ci sono che parlano bene,
    ce ne sono altrettante che non ne parlano altrettanto bene…
    In medio stat virtus,
    quindi equilibrio.
    Altrimenti siamo di parte, quindi poco obiettivi

La discussione è aperta (nessuna registrazione richiesta)

Please enter your comment!
Please enter your name here

NOTIZIE DELL'ARCHIVIO DEL GIORNALE COMMENTATE DAI LETTORI QUI SOTTO

pubblicità
spot
Advertisements
sponsor