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lunedì 08 Marzo 2021
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L’Audi gialla è sparita. Nessun nuovo avvistamento. Escluso sparare ai banditi

L'Audi gialla è sparita. Nessun nuovo avvistamento. Escluso sparare ai banditi

L’Audi gialla è diventata un fenomeno di massa ormai incontrollabile. La verità invece è che la supercar che da una settimana sfida sul filo dei 200 km/h le forze dell’ordine (e la fortuna) è sparita da più di 48 ore.
L’Audi gialla è stata avvistata sul serio l’ultima volta venerdì notte, sul Passante di Mestre, verso la A4, direzione Milano, con la clamorosa inversione di marcia e fuga in contromano che le ha permesso di sfuggire alla polizia, dopo essersi ritrovata davanti una coda per incidente. Di quella notte è anche il
tamponamento tra una Opel ‘Astra’ ed un furgone Mercedes, costato la vita alla conducente dell’utilitaria. Ma l’auto in fuga, ribadiscono gli investigatori, non avrebbe alcuna responsabilità diretta con quello schianto.

L’Audi gialla da allora non ha più avuto un avvistamento con conferme dirette, verificate. Le ultime due segnalazioni dell’Audi Rs4, fatte da automobilisti che hanno creduto di averla incrociata, sono ritenute inattendibili dai Carabinieri. Arrivavano dal trevigiano, zona Signoressa, sabato pomeriggio, e oggi, dal raccordo A27-A28, tra Conegliano e Sacile.

Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza continuano comunque con i posti di blocco e i controlli mirati, in tutti i tratti autostradali del Nordest, e nelle aree di servizio, anche con uomini in borghese. Sulle piazzole sono sempre pronti ad alzarsi in volo gli elicotteri (com’era successo ieri) in caso di veri avvistamenti.

I criminali, dicono gli investigatori, potrebbero non essere di grande caratura. “Si tratta probabilmente di sprovveduti”, dice uno di loro, sottolineando che i reati di cui si sono macchiati finora non sono da banda del terrore: eccesso di velocità e guida pericolosa, per le manovre in autostrada, resistenza a pubblico ufficiale (due posti di blocco forzati) ricettazione (l’auto è
rubata), e furto.

Dei malviventi non c’è ancora un’identificazione certa. Potrebbero essere albanesi, o comunque dell’Europa dell’Est, ma non si sa chi siano. Per questo le forze dell’ordine giudicano un azzardo far salire il clima da ‘caccia al mostro’ pubblicando, anche suoi social, il ‘selfie’ di tre giovani ripresi davanti ad una stazione ferroviaria indicati come i tre banditi. Non ci sarebbe alcuna prova che si tratti dei malviventi in fuga.

I banditi dell’Audi gialla hanno avuto un solo contatto vero con le forze dell’ordine. E’ accaduto giovedì scorso, verso sera, quando gli uomini della squadra mobile di Trieste, con un’auto civetta, avevano intercettato e messo all’angolo il bolide da 400 cavalli. E’ successo a Prosecco, sull’altopiano del Carso.
Un dirigente della mobile è sceso dall’auto, ha estratto la pistola, intimando l’alt ai passeggeri dell’Audi: dall’Audi nessuna risposta.

L’autista, a quel punto, con indubbia abilità, è riuscito ad infilarsi a marcia indietro a tutta velocità nell’unico pertugio che la strada offriva. Gli agenti hanno sparato tre colpi in direzione delle ruote, ma la macchina è fuggita ugualmente.

I banditi dell’Audi gialla non hanno mai estratto un’arma. Poliziotti e carabinieri in questi frangenti devono avere sangue freddo non comune. L’idea di sparare verso gli occupanti, anziché verso l’auto – fanno notare – non sarebbe sostenibile in alcun procedimento giudiziario.

Redazione
24/01/2016

Data prima pubblicazione della notizia:

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